Da “SAN NICOLO’ E SAN MARCO” – 20 ottobre 2017

Da “SAN NICOLO’ E SAN MARCO” – 20 ottobre 2017
settimanale delle parrocchie omonime di Mira

Una volta ancora segnalo gli “Appunti… di don Gino” e mi permetto di suggerire a tutti i parroci di scrivere qualcosa del genere sul loro bollettino parrocchiale perché apre un dialogo caldo e fraterno tra il parroco e i suoi fedeli, dove Il parroco si manifesta non come una figura anonima e stereotipata, ma come uomo ed uomo di Dio.
Credo pure di dover segnalare un’altra notiziola “Catechismo in parrocchia”, da cui si apprende che tutti i ragazzi del catechismo – che si lascia intendere essere più di 300 – sono invitati a partecipare ad una “lezione” particolare offerta mediante una commedia e, per di più, fatta in una villa veneta.

don Armando

Appunti… di don Gino
LA FORZA DI UN’AVEMARIA

Il fatto è capitato all’Università di Macerata. Una docente, nel centenario dell’apparizione della Madonna di Fatima, interrompe la lezione e invita gli studenti a pregare l’Ave Maria per la pace.
Alcuni studenti pregano altri restano in silenzio. Di li a poco l’episodio finisce sui social e si scatena il finimondo con la solita manfrina che accusa la docente di aver “limitato la libertà personale degli studenti”. Il vescovo di Macerata fa emettere una nota dal tono ironico.
Il problema, dice il vescovo, la nostra “poca fede”, nel pensare che un “Ave Maria” non valga niente, che di fatto sia innocua, e invece ha scatenato un trambusto incomprensibile. E prosegue: “Grazie fratelli non credenti e anticlericali perché ci avete ricordato quali tesori possediamo senza apprezzarne adeguatamente il valore e l’importanza). Grazie a chi crede più di noi credenti che quelle parole (dell’Ave Maria) smuovono i monti e i cuori tanto da sconvolgere la loro vita”. Questo vescovo merita un applauso per il tone e le parole usale per quei “25 secondi di interruzione di una lezione per dire un'”Ave Maria per la pace”.

I LADRI

“Se il padrone di casa sapesse a che ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa”. Lo ha detto Gesù nel Vangelo, ed ha pienamente ragione. E’ per questo che i ladri possono colpire quando vogliono. Così, sabato scorso, durante la Messa della sera hanno scassinato la porta della canonica, ma se ne sono andati a mani vuote perché non hanno trovato niente. Gesù però, parla di altri ladri che possono scassinare la “casa” del cuore.
Verso questi ladri bisogna porre attenzione ed essere vigilanti. Nelle pagine dei giornali occupano un posto notevole i ladri che scassinano le case e rubano beni di ogni genere, ma non raccontano, invece, di quel ladro che ruba l’amore, l’armonia, la bellezza del cuore, la trasparenza degli occhi, la gioia dell’onestà, la purezza del cuore. Per questi ladri bisogna montare “porte blindate e sistemi di allarme”, e soprattutto allearsi con “guardie” capaci di metterli in fuga. Il Signore conosce i nostri cuori e sa che “il maligno” è peggio dei ladri e nei suoi confronti bisogna essere particolarmente vigili e attenti.

FARE IL PRIMO PASSO

Dopo la visita del Papa in Colombia e le sue parole decise sulla convivenza pacifica e serena di quel paese tormentato dalla guerriglia e dall’odio, abbiamo deciso che “fare il primo passo” potesse diventare il tema della prossima festa di s. Nicolò. Lo riteniamo un atteggiamento urgente e decisamente bello. In ogni luogo, dove si incontrano persone con caratteri diversi, capita che si creino divisioni e contrapposizioni, talvolta con cattiveria o semplicemente per un equivoco sulle parole e sugli alloggiamenti.
E’ in queste situazioni che ci vuole qualcuno che faccia “il primo passo” nel dialogo, nel perdono, nella comprensione. Chi deve fare questo “primo passo”? Spesso pensiamo che lo debbano fare gli altri, mentre dobbiamo convincerci di una cosa semplice e decisamente cristiana: il “primo passo” devo farlo io, anche se l’altro non lo fa.

CATECHISMO IN TEATRO

Siamo grati al nostro Comune che anche quest’anno, in prossimità della festa di s. Nicolò, ci mette a disposizione gratuitamente il Teatro di Villa dei Leoni. La data in cui è libero è l’11 novembre, per cui abbiamo ritenuto opportuno ripetere l’esperienza dello scorso anno del “CATECHISMO IN TEATRO”. La compagnia teatrale “Barabao” presenterà lo spettacolo “Bambini invisibili” tratto dal romanzo di Fabio Geda “Nel mare ci sono i coccodrilli” che racconta la storia vera di Enaiatollah Akbari che, fuggito dall’Afghanistan in guerra, attraverso un lungo percorso arriva a Venezia e quindi a Torino dove viene accolto da una famiglia. Al “Catechismo a teatro” sono invitati tutti i ragazzi del catechismo.
E’ necessario però fare la prenotazione perché i posti disponibili al teatro sono 300. Ci auguriamo di riempirli tutti per questa esperienza bella e significativa che offrirà di sicuro spunti di riflessione. L’appuntamento è sabato 11 novembre alle ore 10.15 presso il Teatro di Villa dei Leoni.

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