Da “LETTERA APERTA” – 17 settembre 2017

Da “LETTERA APERTA” – 17 settembre 2017
settimanale della parrocchia dei santi Gervasio e Protasio di Carpenedo

Questo numero di “Lettera aperta” esce con otto facciate di testo (quattro fogli A4). Il settimanale di questa parrocchia merita senza dubbio di sorta la “maglia rosa” dei foglietti parrocchiali. In genere si tratta di poco testo, infatti moltissimi fogli sono fin troppo striminziti; avendo otto pagine ci sono molte notizie e purtroppo non tutte positive.

In prima pagina è descritta la Caporetto della parrocchia di Malcontenta dove il parroco sopprime una classe di catechismo per l’irrequietezza dei ragazzi e mette quindi in pericolo perfino il conferimento della cresima. Oggi far catechismo non è facile davvero. Credo che bisogni investire di più sul catechismo, informarsi presso le parrocchie in cui le cose funzionano (vedi ad esempio la parrocchia di Chirignago) e chiedere aiuto all’ufficio diocesano del catechismo che forse ha soluzioni da suggerire. Comunque c’è stato un rimedio anche per Caporetto e quindi spero che si corra in soccorso e soprattutto che il nuovo parroco tappi la falla. Di certo la richiesta di 25 euro per le spese mi sorprende, dato che non mi pare che le parrocchie di Mestre corrano in gravi difficoltà finanziarie.

La seconda notizia, a pag.3, per fortuna è quanto mai consolante. Si riferisce a qualche risultato veramente eccellente del gruppo “adozioni a distanza”, che sta facendo cose veramente belle in India e in Kenia. Scrissi già che ogni parrocchia che si rispetti dovrebbe gemellarsi con una comunità povera del terzo mondo. La parrocchia di Carpenedo lo fa da molti anni mediante le “adozioni a distanza”. Nell’articolo si legge il risultato di queste adozioni. Il pensiero che dei cristiani mestrini, con un’offerta mensile, abbiano portato alla laurea due ragazzi e li abbiano aiutati a fare le scelte delle quali si parla nell’articolo, è semplicemente meraviglioso!

La carità fa miracoli di ogni genere. Quello dell’orto per anziani è un piccolo miracolo, però quanto mai interessante. Segnalo questa bella iniziativa perché si tratta di una cosa veramente ammirevole. Con un po’ di buona volontà quante cose belle si possono fare e come si rende viva la comunità! Mi auguro di poter segnalare di frequente iniziative del genere che rendono attuale il comandamento di Gesù: Ama il tuo prossimo. L’amore è fatto anche di piccoli gesti.

La quarta notizia, a pag.6, appartiene alla cronaca nera e perdipiù riguarda un impresario di pompe funebri che critica i Centri don Vecchi i quali sono il fiore all’occhiello di Mestre, denigrando e parlando male di chi li ha fatti e di chi li sta gestendo. In fondo io, prima, e don Gianni poi, abbiamo raccolto i fondi necessari promettendo ai tanti benefattori quello che Cristo stesso, figlio di Dio, ha promesso a chi fa il bene ed aiuta i fratelli in difficoltà: “riceverete il centuplo e la vita eterna”. Del centuplo ne stanno già godendo ed è sotto gli occhi di tutti i mestrini, certi che ci sarà donata pure la vita eterna.

Questo numero di “Lettera aperta” merita di essere letto tutto, comunque voglio segnalare un’ultima notizia quanto mai interessante. In settima pagina, a firma della professoressa Marina Bello Ticozzi, già docente di lettere ed ora in pensione e responsabile di questa ulteriore iniziativa parrocchiale, informa i concittadini che ad ottobre riapre la scuola per aiutare i ragazzi extracomunitari ad inserirsi nella scuola statale e ad apprendere con maggiore facilità. I ragazzi iscritti sono quaranta e gli insegnanti volontari venti. Mi unisco all’appello della professoressa Bello che chiede agli insegnanti di dedicare qualche tempo anche per questa opera così altamente sociale e mi domando come mai a Carpenedo ci sono tutte queste meravigliose iniziative, mentre a pochi passi di distanza regna il deserto.

 

CATECHISMO: COSA SI E COSA NO

A Malcontenta il parroco ha sospeso la Cresima a causa di ragazzi troppo agitati, che hanno indotto pure le catechiste a dimettersi. Lì, come altrove, qualcuno discute anche la quota d’inizio anno.

Don Giuseppe Beorchia, parroco uscente di Malcontenta, ha sospeso la catechesi di seconda media per “mancanza di rispetto, disinteresse totale e costante disturbo” da parte dei ragazzi. Anche le catechiste hanno ritirato la disponibilità al servizio e non c’è più un percorso di preparazione alla Cresima. Alcuni genitori hanno protestato, per la cattiva pubblicità che alcuni figli avrebbero ricevuto. Altri hanno fatto sapere di non condividere la quota di iscrizione di 25 euro per le “spese di catechesi”. Mentre iniziamo le attività, chiariamoci su questi argomenti. Bisogna considerare che i ragazzi hanno 8 ore di scuola al giorno e non è facile aggiungerne un’altra per il catechismo: serve dunque pazienza. La nostra parrocchia, però, propone la catechesi alternativa al sabato mattina, quando si è più riposati. Teniamone conto. Va anche aggiunto che i gruppi piccoli aiuterebbero a smorzare le difficoltà di relazione. Ci servirebbero dunque più educatori. Pensiamoci. Bisogna poi riconoscere che, nel momento della crescita, qualcuno può anche diventare incontenibile e non è previsto che i catechisti abbiano sempre la competenza educativa per far fronte a tutto. Senza mai negare ad alcuno i Sacramenti, dovremo forse chiedere a qualche famiglia un po’ di pazienza per organizzare un percorso adatto anche ai più vivaci. Quanto all’offerta di iscrizione, qui da noi non domandiamo nulla perché riteniamo che l’educazione nella fede sia più opportuna se ogni cosa è gratuita. Se tuttavia una parrocchia chiedesse un’offerta annuale di 25 euro per le spese di cancelleria, riscaldamento, pulizia e quant’altro, senza lucro alcuno, non griderei allo scandalo. In fondo ci sono famiglie che spendono più di 500 euro l’anno per uno sport senza battere ciglio.

don Gianni

GRUPPO MISSIONI
notizie dall’India

Vi vogliamo raccontare due storie che dimostrano come un piccolo gesto fatto con il cuore, può contribuire a cambiare la vita di un bambino o di una bambina e della loro comunità. La storia di Chinna Babu (India) è particolare. Fin da piccolo è stato sostenuto negli studi, nei quali si è sempre impegnato con estrema, buona volontà e tenacia tanto da conseguire la laurea in Medicina e poi la specializzazione in Odontoiatria. Ciò, però, è stato possibile anche grazie alla generosità della persona che ha voluto prendersi a cuore la sua vita quando lo conobbe in India diversi anni fa: anch’egli è un dentista e Chinna Babu ha voluto emularlo. Da qualche anno si è sposato e ha due bambini. Ha insegnato Radiologia presso l’Università di Eluru e adesso esercita la sua professione di odontoiatra. Nel tempo egli ha mantenuto rapporti epistolari con il suo benefattore e alcuni componenti del nostro gruppo lo hanno incontrato nei loro viaggi in India. Chinna Babu ora ha deciso di donare, in qualche modo, un po’ di quanto ha ricevuto, così si è impegnato a tornare abitualmente nel suo povero villaggio di Darbaghudem per curare, gratuitamente, chi ne ha bisogno, facendo altresì educazione sanitaria. La seconda storia riguarda Reymond, un ragazzino filippino volonteroso, ma molto povero, che ha avuto aiuto economico attraverso il nostro gruppo. Il giovane ha così potuto completare con profitto gli studi laureandosi con il massimo dei voti. Nel giorno della proclamazione della laurea ha voluto condividere il traguardo raggiunto e ringraziare i suoi benefattori e tutti noi per l’opportunità offertagli. Queste sono solo due delle tante belle storie positive che potremmo raccontare e che ci incoraggiano a continuare nell’impegno di sostenere i bambini meno fortunati dei Paesi in cui operiamo. Crediamo, da sempre, che mettere un seme nella terra buona non può che portare frutti. L’educazione e la formazione sono strumenti precipui di cambiamento per sé stessi, per la comunità dove si vive e per il proprio Paese. Grazie anche a voi tutti per il sostegno che non ci fate mai mancare.

Gianni Scarpa

UN ORTO PER GLI ANZIANI

Una signora tanto gentile quanto competente e generosa mi ha lanciato un’idea che potrebbe funzionare. Qui in parrocchia avrebbe la disponibilità di un terreno piuttosto piccolo per coltivarlo a mais, ma più che sufficiente per farci un orto gigante. Avuta l’autorizzazione lo metterebbe gratuitamente a disposizione di un gruppetto di persone volenterose perché ciascuno, d’estate e d’inverno, in autunno e primavera possa avere le verdure che desidera. Anche la parrocchia si offre per fare la sua parte e assicurare un collegamento di acqua. Chi fosse interessato seriamente alla proposta, potrebbe lasciare il proprio nome in segreteria?

Don Gianni

SOLO PER RIDERE
sottovoce

Domenica scorsa sono comparsi dei cartelli in giro per Mestre nei quali si accusa il sottoscritto di chiedere eredità per i Centri don Vecchi e di non usarle appieno. Contemporaneamente in parrocchia sono stati distribuiti fogli per avvisare la gente di non credere quando il parroco suggerisce un’impresa di pompe funebri piuttosto che un’altra. Tutti mi dicono che la responsabilità è di un impresario di pompe funebri abituato a compiere queste provocazioni sia contro le Istituzioni sia contro alcuni preti, che verso i suoi colleghi. Tanti mi chiedono per piacere di sporgere denuncia contro un personaggio ben noto. A me, per la verità, questo “cucciolotto” di uomo fa addirittura pena. Dio sa quanta fatica sta facendo per farsi pubblicità. Da parte mia gli garantisco che non ho mai suggerito un’impresa funebre: nessuno fra i lettori potrà mai dire il contrario. Ho celebrato funerali con qualunque ditta e mi sono sforzato di fare sempre del mio meglio. Mi spiace pure che nei cartelli mi venga attribuito altresì uno scritto non mio. Pazienza anche su questo. Non ho alcuna intenzione di sporgere denuncia, per non obbligare le forze dell’ordine e me a spendere energie preziose su faccende tanto marginali. Non scrivo neppure il nome dell’interessato responsabile della diffamazione perché la gente non è stupida, sa come giudicare e il tempo è sempre galantuomo. Prendo piuttosto l’occasione per rafforzare la fede: il Signore Gesù per me ha patito ben di più e sempre su accuse ingiuste e false.

Don Gianni

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