Campo mobile di Noviziato

Da PROPOSTA – 20 agosto 2017
Periodico della parrocchia di Chirignago

Vi presento due relazioni sui Campi mobili (zaino e tendina in spalla – accampamento in un luogo possibile – pranzo e cena alla trapper – momenti di riflessione e di confronto e momenti di silenzio e di preghiera). Una settimana di cammino di due gruppi di giovani della parrocchia.

Un’esperienza del genere, fatta in età giovanile, rimane incisa nella coscienza e nella memoria in maniera indelebile tanto che nessuna sbandata e nessuna crisi umana, esistenziale o religiosa, la potranno mai cancellare.

Presento queste due relazioni, la prima di un gruppo di adolescenti, la seconda di giovani, perché esse offrono alle comunità cristiane l’esempio di uno strumento educativo che produce effetti pressoché indelebili e del quale ogni comunità avrebbe la possibilità di dotarsi.

CAMPO MOBILE DI NOVIZIATO

Qual è la strada migliore per crescere solidamente da ragazzi ad adulti? Il campo mobile.
Anche quest’anno il nostro Noviziato ha svolto il suo campo mobile attraverso le Dolomiti Venete, partendo nell’ultima settimana di luglio dalla zona agordina e arrivando a Calalzo, potendo ammirare i paesaggi dei monti Schiara, Antelao e Marmarole. E’ stata una settimana, sebbene accompagnata da fatica e sudore, molto ricca e densa: la mattina sveglia alle sette, una veloce colazione e tutto nello zaino e, dopo aver affidato la giornata al Signore attraverso le lodi, si inizia a camminare.
Il percorso prosegue tutta la mattina fino alla pausa all’ora di pranzo nei pressi di un rifugio o su un prato, per tirare fuori il fornelletto e cucinare. Sazi e carichi di energie, verso le due si riprende il cammino, che finalmente finisce quando sentiamo i capi dire “Ecco siamo arrivati, qui ci accamperemo per la notte”. Allora si monta la tenda, se c’è disponibilità di torrenti si fa un bagno veloce, si dedica un’oretta all’angolo spirituale e ai vespri, si cena, dove possibile si accende un falò, si canta e si ride assieme, e poi tutti nelle proprie tende ci si addormenta con un sorriso e con il pensiero del giorno dopo. Come sempre lo zaino pesava e in più, quest’anno, ci ha tenuto particolare compagnia il caldo, dal momento che è stata una delle settimane più afose dell’anno… ma ce l’abbiamo comunque fatta!
E come? Grazie al sorriso dei nostri capi la mattina, grazie alle amicizie, alle risate, alle chiacchierate e ai canti intonati da Spola nei momenti in cui la fatica si faceva sentire di più.
La strada, è vero, sembra sempre lunga e infinita, ma vale la pena mettersi alla prova e sfidare le proprie capacità quando i risultati sono paesaggi meravigliosi, fantastici cieli stellati, spumeggianti cascate tra le rocce, profonde riflessioni e confronti su importanti temi della nostra vita e l’immensa soddisfazione di avercela fatta. Vorremo ringraziare il Signore per averci accompagnato durante il nostro cammino, i nostri capi Stella, Giulia, Spola, Gabri e Katia (non capo, ma assistente spirituale, mi raccomando!) e tutte le persone che hanno reso possibile questa indimenticabile avventura. Grazie ancora e buona strada

Giovanna e Antonio

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