Ipermercati e ruolo della Chiesa

Da “LETTERA APERTA” – 13 agosto 2017
Settimanale della parrocchia dei Santi Gervasio e Protasio di Carpenedo

Don Gianni, il parroco di questa comunità cristiana, se la prende col proliferare dei supermercati a Mestre.

Ho l’impressione che la sua sia una causa persa perché le leggi di mercato sono piuttosto ferree. D’altra parte nulla è eterno e tutto si evolve. Forse è giunto il tempo che anche i piccoli commercianti si aggreghino e trovino altre soluzioni per portare avanti la loro attività. Quello che però mi preoccupa è che attualmente la Fondazione Carpinetum, di cui don Gianni è presidente, sta portando avanti il progetto di un supermercato della solidarietà. Mi rasserena però il fatto che questo supermercato non danneggerebbe alcuno perché, purtroppo, in questo settore non c’è alcuna concorrenza.

IPERMERCATI E RUOLO DELLA CHIESA

Lando sta per aprire un ipermercato a due passi da noi: subito al di là del¬la tangenziale, oltre la rotonda della Castellana, sul lato destro. Non sarà un’operazione indolore, soprattutto per i negozianti di Viale Garibaldi e del nostro quartiere che rischiano di trovare un concorrente troppo forte da affrontare singolarmente. Già da qualche anno molti hanno rimproverato un dettaglio: che anche la Chiesa di Venezia possiede proprio in quel posto un ampio terreno edificabile. Secondo le indiscrezioni, il terreno sarebbe stato venduto per incrementare l’attività commerciale. Ebbene, le cose non stanno così. Quella terra in nessun modo sarà destinata a supermercato, mentre invece andrà ad una società di Treviso che ne ricaverà ambulatori e un centro analisi mediche: cose che possono tornare utili alla nostra realtà locale. È stata questa la decisione presa dalle autorità competenti (compreso il Sostentamento del clero diocesano) e autorizzata dal Consiglio per gli affari economici della diocesi e dal Collegio dei consultori. Da parte mia trovo un poco singolare la nascita di nuovi ipermercati: nel territorio già ce ne sono molti e la gente sembra rivolgere sempre più l’attenzione all’acquisto di materiali su Internet. Porto invece nel cuore la passione per le nostre attività commerciali ed esorto tutti a fare il possibile e l’impossibile per non far morire i negozi del nostro quartiere: sono un baluardo della vita sociale e della nostra sicurezza. Il negoziante si accorge di quando le cose non vanno, diventa spesso un punto di riferimento. Se lasceremo che i nostri negozi chiudano per mancanza di lavoro, quando saremo anziani non troveremo più chi ci offra un litro di latte sotto casa.

d.G

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