Il medico del Don Vecchi

Mercoledì 12 aprile è dolcemente tornata alla casa del Padre, dopo aver devotamente ricevuto il sacramento degli infermi, la signora Maria Carrer, la carissima mamma della dottoressa Carla Casarin, medico che da quasi un quarto di secolo cura i residenti del Centro don Vecchi.

Io sono sempre stato legato da vincoli di stima e di affetto a questa cara famiglia per essere stato il loro parroco per 35 anni e soprattutto perché, circa 40 anni fa, ho accompagnato al camposanto il marito della defunta. Il signor Casarin è morto giovane lasciando alla sua sposa i suoi due figli appena adolescenti da crescere. Questa cara signora affrontò la vita con tanto coraggio e tanta fede riuscendo a portare alla laurea tutti e due i suoi figli: Carla medico e Giuseppe ingegnere.

Quando ho progettato il Don Vecchi ho escluso fin da subito di assumere un medico che sarebbe costato alquanto ai residenti, però ho offerto un ambulatorio ove un medico di famiglia potesse assisterli all’interno della struttura senza però pesare sulle loro magre risorse economiche.

Al tempo dell’apertura del primo centro, nel 1994, la dottoressa Carla s’era appena laureata e aveva davanti a sé la sfida di acquisire un certo numero di pazienti. Le offrii quindi l’ambulatorio e perciò la gran parte dei nuovi residenti la scelsero come loro medico di famiglia. Fu una fortuna per noi e per lei, noi perché abbiamo avuto modo di avere in casa una professionista preparata, intelligente, affabile, paziente e perfino bella – un po’ di grazia non guasta mai – e per lei, perché questa nostra scelta la lanciava nell’ambito della professione. La carriera poi della dottoressa Carla Casarin quasi subito ebbe un esito brillante, tanto che attualmente ha il massimo di pazienti consentiti dalle norme attuali.

Oggi, nonostante fare il medico al Don Vecchi sia una delle cose più faticose e difficili di questo mondo, ella è rimasta da noi e io intendo la sua presenza come una vocazione piuttosto che un normale lavoro redditizio. Assistere un centinaio di anziani qui da noi è di certo molto più impegnativo che curare un migliaio di giovani, perché un giovane andrà dal medico sì e no una volta all’anno, mentre i nostri anziani tentano di andarci due volte al giorno, a motivo delle molte magagne da cui sono affetti e dalle infinite manie che sono proprie della loro veneranda età. Al Centro don Vecchi andare dal medico è abbastanza simile al desiderio di incontrare una persona giovane e simpatica con la quale passare una mezzoretta raccontando le storie più diverse: dai guai familiari ai bisticci con i vicini!

Attualmente i sei Centri don Vecchi si avvalgono di una mezza dozzina di medici, ma la dottoressa Carla, a motivo della sua “anzianità” di professione, del suo atteggiamento affettuoso, sorridente e rasserenante rimane il medico del Don Vecchi per antonomasia. Approfitto di questa circostanza dolorosa, che ha colpito la dottoressa Carla, non solamente per esprimere il nostro più affettuoso e caloroso cordoglio, perché tutti la consideriamo come una figlia o forse meglio ancora come una dolce nipote; ma pure per dirle quanto le vogliamo bene e quanto le siamo riconoscenti per le sue prestazioni mediche e soprattutto per la sua paziente e calda umanità.

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