Analfabeti dello spirito

Io sono nato in un paese di campagna quasi un secolo fa e ai tempi della mia infanzia gran parte degli anziani di allora aveva fatto per lo più la terza elementare, non erano molti quelli che avevano la licenza elementare; al mio paese poi, su una popolazione di quasi 10.000 abitanti, i laureati si potevano contare sulle dita di una mano, certamente lo erano il medico, il farmacista e il parroco e forse altre due o tre persone che però io non ho conosciuto. Mio padre si gloriava di aver fatto quasi tutta la sesta elementare.

Il fenomeno dell’analfabetismo un tempo era molto diffuso nei paesi di campagna ma fortunatamente un po’ il duce, un po’ la radio e successivamente la televisione, hanno incentivato e spinto molti a sentire la necessità di un po’ di cultura seppure elementare. Tutti ricordiamo il professor Manzi, il conduttore della trasmissione televisiva “Non è mai troppo tardi”, le scuole per adulti e i corsi serali per le superiori.

Credo che tutto sommato, soprattutto grazie alle leggi che nel dopo guerra hanno imposto l’istruzione fino al diploma di scuola media inferiore, la gente oggi si arrangi alla meno peggio anche se non possiamo affermare di essere un popolo che legge molto; per quanto riguarda la cultura religiosa invece mi pare di registrare un fenomeno quasi opposto. Fino a trenta, quarant’anni fa la quasi totalità dei ragazzi imparava a memoria il catechismo di San Pio X che propinava tutta la teologia, la morale e la Bibbia in una serie di domande imparate a memoria. Al giorno d’oggi invece i ragazzi che frequentano il catechismo sono sempre meno e solo pochi di loro riescono ad avere qualche “idea chiara e distinta” perché se era scadente la pedagogia religiosa di un tempo, quella dei nostri giorni fatta di cartelloni, di recite e di commenti su questioni di attualità è ancora più inconcludente. Nel dopo Concilio, in verità, la Chiesa olandese e successivamente quella italiana hanno realizzato un catechismo per adulti ma si è trattato di un’esperienza di breve durata.

Se posso esprimere un auspicio ritengo di dover suggerire una iniziazione cristiana soprattutto del mondo dei ragazzi passando a tutti i bambini concetti chiari e verità fondamentali. Concetti e verità i cui contenuti possano, con il passare degli anni, essere recuperati nel serio tentativo di far superare agli adulti l’analfabetismo religioso, che oggi purtroppo pare in crescita, attraverso una catechesi sostanziale trasmessa con i periodici parrocchiali che però devono essere in grado di raggiungere la totalità non solo dei battezzati ma di tutti i cittadini.


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