L’imbroglio dei mass media

In tutta la vita il mio lavoro è stato quello di incontrare le persone per tentare di offrire loro un messaggio di speranza e un motivo che le aiutasse a vivere e a morire. Non vorrei esagerare ma sono migliaia e migliaia le persone che ho incontrato durante i miei quasi novant’anni di vita. A voler essere onesto devo confessare che ho incontrato anche alcuni soggetti litigiosi, egoisti, presuntuosi e imbroglioni ma sono convinto che anche questi ultimi probabilmente non si siano sempre comportati in un modo tanto esecrabile anzi forse in altre stagioni della vita, in altre occasioni o con altre persone potrebbero essersi comportati da galantuomini e persone perbene.

Sento di dover fare questa puntualizzazione perché se dovessi valutare la bontà o la cattiveria delle persone leggendo i giornali o guardando la televisione sarei costretto a concludere che il mondo è composto solamente da parolai, farabutti, imbroglioni, venditori di vento, trafficoni truffaldini e gente di questa risma. Ci sono comportamenti che esemplificano la distonia tra la brava gente e la cattiva gente che ci vengono offerti dalla carta stampata e dallo schermo televisivo. I mass media, che di certo non sono strumenti di educazione al bene ma imprese preoccupate solamente di vendere il “loro prodotto”, hanno costantemente la necessità per farsi leggere e per accontentare una certa morbosità dei lettori di presentare anomalie e di riportare notizie su fatti che escono dai binari di una vita sana e normale.

Ricordo che quando ero assistente degli scout, in tempi ormai lontanissimi, organizzammo per Natale una raccolta di legna e carbone per i poveri. Mi recai allora al Gazzettino e ottenni un angolino minuto del giornale per enfatizzare l’iniziativa. Neanche a farlo apposta il giorno dopo a Scorzé nacque un vitello con due teste e questo quotidiano dedicò all’evento cinque colonne e un titolo a caratteri cubitali. Mi venne la mosca al naso e andai dal direttore del giornale per protestare. Il direttore, con un’aria paternalistica da uomo vissuto, mi disse: “Il giornale è un’azienda che deve produrre e mentre il suo `caldo Natale` non fa aumentare di una copia le vendite del giornale, la notizia del vitello con due teste incuriosisce tutti e fa crescere il numero di copie vendute”.

Credo che le cose continuino in questo modo, io però sono profondamente convinto che le persone perbene sono la maggioranza assoluta infatti, se così non fosse, il nostro mondo non starebbe in piedi. A questo proposito già 2000 anni fa Gesù ci ha ammonito: “Guardatevi dai falsi profeti”. Sarà quindi opportuno che ci fidiamo più di Cristo che dei giornali.

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