Le grandi navi

Le dichiarazioni di Franceschini sul problema delle grandi navi a Venezia hanno riacceso una polemica che in verità non si era mai spenta.

Franceschini, Ministro della Cultura e del Turismo, non lo conosco più di tanto, so che era un democristiano che quando con Tangentopoli si è dissolta la vecchia Democrazia Cristiana è stato uno dei fondatori dell’Ulivo, formazione politica in cui sono confluiti molti superstiti dei vecchi partiti che avevano per decenni fatto il bello e il cattivo tempo nel nostro Paese. Nell’Ulivo Franceschini si candidò anche al ruolo di segretario ma senza successo e, dopo la parentesi della Margherita in cui militò anche Matteo Renzi, insieme a molti altri confluì nel Partito Democratico. Dopo un periodo vissuto nell’ombra, forse grazie anche all’appoggio che la sua corrente ha fornito a Renzi, gli è stato affidato il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.

La trovata di deviare le navi da crociera a Trieste è talmente dannosa per il nostro Comune da farci domandare in che mani stia l’arte che è la più grande risorsa del nostro Paese e l’unico “pozzo petrolifero” su cui possiamo contare. Mi lascia perplesso però il fatto che sull’argomento grandi navi a Venezia – ai centri sociali, ai comitati delle nobildonne, ai grillini, ai no grandi navi e all’estrema sinistra – si sia aggiunto anche il Ministro Franceschini. Credo che tutti costoro dimentichino la montagna di debiti in cui sta naufragando il nostro Comune. Nessuno inoltre pare preoccuparsi dei sette-ottocento dipendenti dell’indotto di questo tipo di turismo, per non parlare poi dei negozi di ogni genere che beneficiano dell’arrivo di oltre settemila croceristi, propensi a spendere, che le navi scaricano giornalmente nella nostra città.

Caro Sindaco, le grandi navi non le faccia entrare dal “Contorta”, dal “Vittorio Emanuele” o da qualsiasi altro canale ma trovi una soluzione accettabile senza lasciarsi intimidire da gente tanto scervellata e incosciente. Agisca però in fretta e ricordi che abbiamo eletto lei e non i figuri di cui sopra che non rappresentano nessuno se non la loro incoscienza.

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