Bianco su nero

Riflettendo sulle sensazioni che provo nell’impatto con realtà con le quali non ho né dimestichezza né rapporti frequenti, ho capito che nel mio animo avviene un processo di ripensamento, quasi una rimuginazione, con la quale rielaboro le sensazioni stesse e le immagini dell’ambiente in cui vengo a trovarmi.

Recentemente sono stato ricoverato per quattro giorni in ospedale per un problema che fortunatamente si è rivelato banale ma che di primo acchito si temeva potesse essere una paralisi o una ischemia cerebrale. Io nel nostro ospedale ci vado due volte alla settimana per portarvi un migliaio di copie de L’Incontro, motivo per cui ho molta dimestichezza con questa struttura della quale vado orgoglioso sia per la sua notevole bellezza architettonica sia per la sua funzionalità. Una cosa però è entrare in ospedale, immergersi nel giardino interno e percorrere velocemente il grande sentiero pensile del primo piano, altra cosa è entrarvi per essere ricoverati. L’ospedale ha le sue liturgie ben precise e complicate, offre un’atmosfera particolare e soprattutto ti fa sentire come una creatura debole ed indifesa che dipende, anima e corpo, dai camici bianchi.

In ospedale purtroppo ci sono stato molte altre volte e non solo a Mestre, nell’ultimo ricovero però mi ha particolarmente colpito e fatto riflettere la presenza di un giovanottone robusto la cui faccia e le cui braccia erano nere come l’ebano ed emergevano ancora più marcatamente nere dal camice bianco che indossava. Un secondo incontro, ma non a livello personale, l’ebbi con un medico sempre di colore e il terzo con un’infermiera, di pelle decisamente nera, chiacchierona ed affettuosa che mi ha accompagnato per un esame: tutti cordiali, professionalmente preparati e disponibili. Questi incontri mi hanno fatto pensare che il mondo sta diventando un villaggio globale dove l’incontro tra culture, religioni, tradizioni e costumi è ormai un fatto ineluttabile che nessuno potrà mai fermare.

Ho concluso quanto sia bello ed inebriante sentirci tutti figli di uno stesso Padre e fratelli con qualità diverse ma che possono essere una risorsa per tutti. Infine pensando a Salvini e compagni ho provato un sentimento di malinconia e di commiserazione.

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