“Cadoro” e lo “Spaccio solidale”

A me piace giocare sempre a carte scoperte e comunque spero che, così facendo, i concittadini, ma soprattutto i colleghi sacerdoti, possano conoscere come nascono, crescono e si sviluppano certi progetti di solidarietà in grado di tradurre nel concreto il comandamento di Cristo: “Ama il prossimo tuo come te stesso”. Dedico queste poche righe all’informazione sulla genesi, sullo sviluppo e sui risultati del progetto che abbiamo denominato “Spaccio Solidale”.

Circa un anno fa il signor Danilo Bagaggia, direttore del magazzino degli indumenti per i poveri, ha avuto la fortuna di conoscere la segretaria del nostro concittadino Cesare Bovolato, presidente della Cadoro, la catena di supermercati che dispone di una trentina di punti vendita. Questa cara signora ci ha organizzato un incontro con il signor Bovolato dal quale è nato un protocollo d’intesa tra Cadoro e la Fondazione Carpinetum che, nel rispetto della normativa vigente, prevede che la Società Cadoro conceda ogni giorno i prodotti alimentari di prossima scadenza e quindi non più commerciabili, in giacenza nei sette ipermercati di Mestre.

In quattro e quattr’otto abbiamo acquistato un furgone usato del costo di 5000 euro e abbiamo allestito due locali, uno per la distribuzione dei generi alimentari ed uno destinato alla catena del freddo per l’immediata conservazione. In un paio di settimane si è costituita una squadra di una trentina di volontari che, a turno, riordinano e distribuiscono i prodotti. Il furgone parte verso le undici e in un paio d’ore procede alla raccolta, verso le 14.00 una squadra dispone i generi alimentari in bella vista su delle scaffalature e alle 15.30 d’estate e alle 15.00 d’inverno inizia la distribuzione. Ogni “cliente” sceglie cinque prodotti a sua discrezione e normalmente offre un euro per coprire i costi di gestione (carburante, luce, sacchetti contenitori, ecc.).

La scelta del Polo alimentare del Don Vecchi, di chiedere ad ogni beneficiario un contributo, è scaturita anche dall’esigenza di aiutare altre persone con bisogni diversi così da far maturare una cultura della solidarietà. La gestione quindi non è in passivo, anzi riusciamo ad accantonare sempre qualche “cosetta” da destinare ad altre opere benefiche. L’iniziativa è attiva tutti i giorni dal lunedì al venerdì. Normalmente ogni giorno vengono aiutate dalle 180 alle 220 persone ed ogni giorno circa una decina di volontari si guadagnano la riconoscenza di chi è in difficoltà, riconoscenza che si somma al centuplo promesso da Cristo e questo non è poco.

Desidero ricordare che ho scritto questa relazione con la speranza che ognuna delle 28 parrocchie del mestrino, non essendo impegnata in altre imprese solidali, possa fare altrettanto se non di meglio.

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