“Chi vuol essere mio discepolo”

Vi sono frasi del Vangelo che forse, per le sensazioni che suscitano nell’essere umano, sono ormai entrate a far parte della cultura universale. Questo fenomeno avviene anche in Italia, un Paese che per vicende storiche non ha mai avuto molta familiarità con la Bibbia. I motivi sono molti, non ultimo la reazione alla riforma protestante che ebbe, come punto d’appoggio, il divieto della Chiesa cattolica di leggere le Sacre Scritture senza note e senza guida di religiosi. È pur vero che la Chiesa, in questo ultimo mezzo secolo, si è impegnata a fondo per recuperare questa ricchezza spirituale però i risultati sono ancora poco consistenti.

Già altre volte ho confessato ai miei amici che al mattino leggo sempre, come spunto di riflessione, una paginetta della rivista della Chiesa Cristiana Metodista “Il Cenacolo” perché mi rasserenano le riflessioni dei cristiani di tutto il mondo che ci confidano quanto bene faccia loro la lettura di qualche passaggio dei libri del Vecchio e del Nuovo Testamento. Sono riflessioni semplici, elementari ma piene di fiducia e di abbandono nel Signore che parla mediante il Testo Sacro.

Alla mia bella età tento anch’io, partendo soprattutto dai brani del Vangelo che la Chiesa offre all’attenzione dei fedeli durante la Messa, di coglierne il cuore per poi innestarli nel mio quotidiano. Qualche volta il tentativo va a vuoto però, altre volte, grazie a Dio, mi pare di fare centro. Questa mattina la pagina del Vangelo conteneva una serie di affermazioni raccolte da vari discorsi di Gesù e la frase che più mi ha colpito è una frase che tutti conoscono, che fa ormai parte della cultura della nostra gente, in cui Gesù afferma: “Chi vuol essere mio discepolo prenda la sua croce e mi segua”. Mi sono chiesto quale sia la croce che in questi giorni mi provoca maggior disagio, che mi toglie serenità, che mi ammacca le spalle e mi pare di poter dire che è la mia convinzione di non essere più all’altezza della situazione e di non avere risposte convincenti per la gente del nostro tempo. Mi è parso anche che Cristo mi dicesse: “Seguimi!”, cosa che tenterò di fare. Sarò contento se riuscirò a fare bella figura ma sarò contento anche se riuscirò a seguirlo barcollando: in fondo è solo a Lui che debbo piacere!

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