Annotazioni feriali

Tanto tempo fa ricordo di avervi parlato di un evento che, anche se apparentemente marginale, mi ha indotto a riflettere. Un’anziana signora della mia vecchia parrocchia era solita sedersi su un banco in fondo alla chiesa, assorta nei suoi pensieri ma anche attenta a quello che avveniva attorno a lei.

Un giorno in cui era sola soletta mi misi a sedere al suo fianco e le domandai quale fosse la sua preghiera preferita e che cosa dicesse al Signore nel lungo tempo che trascorreva solitaria in silenzio. Mi rispose con un certo spirito: “Mi spiace di deluderla don Armando, recito sì qualche Ave Maria per me e per i miei cari però mi piace anche osservare quello che avviene in questo luogo sacro apparentemente sempre silenzioso e pressoché statico ma che in realtà per me rappresenta quasi un “teatrino” che mi interessa e mi diverte” e cominciò a snocciolarmi i comportamenti dei fedeli che entravano e uscivano dalla chiesa. C’era la vecchietta che per accendere una candela infilava nella cassetta una serie infinita di centesimi, quasi si beasse del suono che producevano sulla lamiera; c’era l’altra che accarezzava la statua di Sant’Antonio con una tenerezza struggente; c’era qualche ragazza, a suo dire scostumata, che veniva in chiesa con un abito senza maniche; c’erano alcune amiche che tornando dal mercato entravano per riposarsi e poi finivano con conversare senza tregua.

Ho capito allora perché si divertisse tanto con quel “teatrino” particolare e da quel giorno ho imparato anch’io a “divertirmi” nell’osservare la vita dei miei coinquilini apparentemente monotona e normale ma, osservando attentamente, varia ed interessante. Ci sono le vecchie nonne che ogni giorno partono, come se fossero stipendiate, per vigilare i nipoti; ci sono ospiti che si recano nei vari “empori” del Don Vecchi per fare acquisti di frutta, verdura e generi alimentari a buon mercato; ce ne sono altri che fanno il giretto nell’interrato per curiosare tra i vestiti e osservare i clienti; ce ne sono altri ancora che passano l’intero pomeriggio a chiacchierare nella piazzetta a nord e altri molto affezionati al bar per non parlare poi delle chiacchiere lungo i corridoi intasati dai relativi deambulatori oggi tanto di moda. Non parrebbe ma, nel teatrino nel quale ogni giorno vanno in scena, i comportamenti dei trecento residenti costituiscono un diversivo quanto mai vario ed interessante per chi ha paura di annoiarsi e non sa come passare il tempo!

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