Bella lezione?

Quando usciranno queste note di certo la tragicommedia della Grecia sarà, almeno dal punto di vista mediatico, finita anche se nel concreto il popolo greco dovrà continuare a pagare in silenzio gli errori dei suoi governanti.

Ricordo che al tempo in cui La Pira era sindaco a Firenze ci fu un grande sciopero in città, uno sciopero che la “Celere” di allora represse con la forza. Alla sera di quel giorno infausto il prefetto di Firenze poté scrivere al Governo: “La pace è ritornata a Rifredi!”. Ma quale pace? La pace della repressione non certo quella della libertà e della giustizia. Con quanto si è scritto in queste ultime settimane sulla Grecia, sulla sua situazione economica, su suoi rapporti con l’Europa, sul suo governo e sul suo popolo credo che potremmo riempire qualche volume della Treccani.

Io ho ascoltato e letto tutto quello che ho potuto per farmi un’opinione su questi eventi della storia recente d’Europa. Ho capito che la questione è terribilmente complessa, piena di egoismi, di sopraffazioni, di spavalderia gratuita, di avventurismo sociale, di gente che ha pronunciato parole non per trovare una soluzione possibile e vantaggiosa per tutti ma quasi sempre per coprire le proprie “vergogne”. Da questa diatriba nessun governo è uscito pulito e con dignità: troppi interessi, troppi egoismi e troppa prepotenza! Dico questo perché non ho letto alcun commento che non contenesse almeno un pizzico di verità, purtroppo però diluito in un mare di menzogne perché ognuno dei protagonisti ha tentato con ogni mezzo di fare i propri interessi e non quelli del “popolo europeo”, popolo che a tutt’oggi non esiste, dimostrando, ancora una volta, quanto i vari nazionalismi siano tutt’ora presenti e imperanti.

Ho fatto questa lunga premessa per confessare che sono assolutamente conscio della complessità del problema ma, sento anche il bisogno e il dovere di affermare che, nonostante le pantomime, le sbruffonate e le spacconate degli attuali governanti della Grecia, è fuori di dubbio che i debiti si devono pagare e che le condizioni, pur con la dovuta attenzione e il dovuto rispetto nei confronti di chi è povero, le stabilisce il creditore e non il debitore. Mi ha molto infastidito la farsa della consultazione popolare e la conseguente affermazione che la Grecia può dare lezioni di democrazia. I governi, se vogliono essere degni di tale nome, non possono comportarsi come bari o imbroglioni ma devono fare di tutto per onorare i loro impegni senza pretendere l’aiuto altrui ma chiedendolo con umiltà e correttezza e solo quando non esistono altre soluzioni.

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