Recupero della ricchezza posseduta da cristiani emarginati o espulsi

Nelle ultime settimane ho avuto l’opportunità di seguire alla televisione alcuni servizi ben fatti e ben documentati su Galileo e su Lutero. Confesso che mi hanno sconvolto e che hanno messo a soqquadro la libreria dei “Volumi ideali” dai quali ho appreso i valori e le verità su cui ho costruito piano piano la mia cultura sulla Chiesa e sul suo operato durante i suoi venti secoli di storia.

Fortunatamente questo piccolo terremoto interiore e culturale non ha interessato neppure minimamente il mio rapporto con Gesù e le verità che supportano la mia fede, però confesso che esso mi ha reso più consapevole della necessità di non accettare in maniera acritica il pensiero di tanti teologi imperanti nel mondo ecclesiale e di uomini di Chiesa che normalmente esprimono con presunta autorevolezza la sua dottrina.

Le parole e le scelte di Papa Francesco mi hanno rassicurato ed incoraggiato in questa verifica e ricerca religiosa tanto da sentire il desiderio e il bisogno di recuperare gli aspetti più validi del pensiero e della testimonianza di certi cristiani che la Chiesa ufficiale ha prima emarginato, poi condannato ed infine cacciato in malo modo. Fino a non molto tempo fa avevo giudicato i fedeli della Chiesa Valdese arroganti nei riguardi dei cattolici e li ritenevo le teste di ponte del pensiero laico. Dopo la recente visita del Papa alla Chiesa Valdese e soprattutto dopo la sua confessione umile, franca e consapevole dei torti, delle cattiverie, delle persecuzioni e delle sofferenze causate dalla Chiesa Cattolica nei secoli a questi seguaci di Gesù, che con onestà intellettuale hanno tentato di interpretare la parola di Cristo, ho cambiato radicalmente idea tanto da sentire il bisogno di recuperare la loro ricchezza spirituale e la loro ascesi religiosa.

Tornando a Galileo e a Lutero sono stato costretto a cambiare cornice alla loro vita e al loro pensiero sostituendo la loro cornice dozzinale di carta pesta con una d’argento. Contemporaneamente ho ritenuto doveroso cambiare la cornice anche a certi teologi domenicani e francescani e a certi cardinali e Papi che per molti motivi non brillarono per coerenza evangelica: da una cornice d’oro li ho declassati ad una di piombo.

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