“Foyer San Benedetto”

So di correre il rischio d’essere etichettato di referenzialità perché parlo sempre delle mie cose. D’altronde, non avendo una cultura tale da poter scrivere dei saggi, se voglio comunicare le mie idee e confrontarmi con i colleghi e con i concittadini sulle problematiche della solidarietà non posso fare altro che rifarmi alle mie esperienze!

Il discorso di oggi nasce dal fatto d’aver incontrato una povera donna bulgara che, venuta in Italia come numerose altre donne dell’Est per fare la badante, è stata investita da un’auto perdendo così lavoro e casa, vagando quindi poi come “un’anima morta” in cerca di aiuto. Nell’incontro più recente mi ha riferito che negli ultimi quindici giorni ha dormito nelle sale d’attesa dell’aeroporto Marco Polo. Questa soluzione, pur estrema, non può durare perché l’organizzazione aereoportuale non può accettare soluzioni del genere.

Messo con le spalle al muro e non sapendo più a che santi rivolgermi ho telefonato ad una delle mie vecchie “creature”: il Foyer San Benedetto di Via G. Miani 1. Il problema dell’alloggio esisteva purtroppo anche trent’anni fa. Con l’aiuto di una mia piccola scout di un tempo, riuscii a comprare un appartamento abbastanza capiente e a ricavarne undici posti letto in sei camerette. Allora si pagavano dieci lire a notte, ora sono arrivati a tredici euro, quindi due volte tanto! Mi ha risposto al telefono la giovane donna che conduce questa bella esperienza: alla mattina fa scuola e al pomeriggio e alla notte fa da madre, sorella ed amica a chi ricorre a questo “rifugio”.

Lei è una splendida ragazza giunta dal Sud, che avendo avuto bisogno di un alloggio lo trovò in questa soluzione di emergenza, allora condotta da Bianca, un’altra splendida donna ora in Paradiso, che le ha lasciato in eredità non solo le chiavi ma anche la sua capacità pressoché infinita di aiutare il prossimo.

Per parlare di queste due donne bisognerebbe richiamare in vita il De Amicis del “Cuore” o Giovannino Guareschi del “Piccolo Mondo”, solo loro saprebbero farne un ritratto con una cornice adeguata! Penso che siano sufficienti due o tre donne come queste perché Dio sia indotto a salvare la città! Sono molto contento di poter dire ai miei concittadini: “Sappiate che a Mestre non ci sono solamente mafiosi o politici ma anche tante magnifiche creature!”.

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