Un relitto di donna

Qualche giorno fa si è presentata nella mia sagrestia una “giovane” anziana dal portamento dignitoso ben diverso da quello di una mendicante. Mi ha raccontato il motivo per cui mi chiedeva aiuto però, ricevuti i cinque euro, se n’è andata ringraziando e senza aggiungere parola. È ritornata un paio di altre volte e gli incontri si sono svolti alla stessa maniera.

Normalmente ai miei mendicanti abituali offro uno o due euro che tengo sempre in tasca e che attingo da una scatoletta che conservo per questa “bisogna”. C’è qualcuno che si accontenta e ringrazia, altri hanno spesso in serbo dei motivi particolari per ottenere qualche cosa di più. Raramente, dal momento che ho fatto la scelta di impiegare tutto quanto posseggo per realizzare una struttura solidale che possa rappresentare un aiuto più serio e più duraturo, offro più di uno o due euro arrivando fino a cinque o dieci euro in casi veramente particolari.

L’altro ieri ero un po’ più libero del solito per cui ho potuto aprire un dialogo più profondo con questa povera creatura. Ho appreso quindi che è bulgara e che come moltissime donne dell’Est è venuta in Italia a cercare lavoro come badante, senonché un’automobile l’ha investita rendendola inabile tanto da farla camminare con estrema difficoltà e con l’aiuto di due stampelle. Ha perso quindi il lavoro e anche la stanza perché non può pagare l’affitto. Queste cose le ho apprese solo dopo averle dato i soliti cinque euro.

Enrico, il mio “aiutante di campo”, che ha assistito ai colloqui, le ha dato una somma ben più consistente e poi l’ha accompagnata “a casa” in automobile ma da allora l’immagine di questa donna è diventata per me quasi un incubo; il pensare a questa creatura sola e senza denaro mi ha fatto perdere la pace. Ho cercato la sua parrocchia, ho telefonato poi ad uno dei “miei ragazzi” di mezzo secolo fa che fa parte della “Banca del Tempo Libero” ottenendo che la signora, per almeno quindici giorni, possa stare a “Casa Talierco” del Sacro Cuore. Trascorso questo tempo però poi sarà di nuovo in strada e questo pensiero mi angoscia. Di certo non l’abbandonerò ma so fin da ora che non sarà facile trovarle una collocazione dignitosa. Una volta ancora ho provato sdegno verso la mia Chiesa che in tanti anni non si è ancora decisa a realizzare un progetto veramente serio per soccorrere chi è in difficoltà!

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