Oggetti smarriti

Un po’ alla volta cittadini e strutture stanno scoprendo le nostre associazioni di volontariato che operano nel settore degli indumenti, dei mobili, degli alimentari e dei supporti per gli infermi.

La fascia di cittadini che hanno bisogno ha fatto la scoperta in maniera assai rapida, chi invece può donare qualcosa, anche senza molti sacrifici, è più lento, ma un po’ alla volta ci sta arrivando. Questa è la cosa più importante.

In questi giorni sono giunti dall’aeroporto due furgoni di oggetti smarriti, anche se non sembra la gente dimentica un sacco di roba! Gli addetti al Marco Polo la raccolgono, la custodiscono per un certo tempo, poi organizzano un’asta. Non tutto però riescono a vendere e perciò regalano a noi tutto quello che è rimasto invenduto: scarpe, ombrelli, maglie, giacche … e le cose più disparate che noi invece riusciamo a cedere a 20 o 50 centesimi!

L’altro giorno il signor Danilo Bagaggia mi mostrava ciò che aveva ritirato dall’aeroporto Marco Polo.

Parrebbe impossibile che molta gente dimenticasse tante cose!

Mentre guardavo curioso il responsabile che mi mostrava i capi più disparati, abituato come sono dal “mio mestiere” a riflettere e trarre conclusioni esistenziali, cominciai a domandarmi “cosa posso io aver dimenticato in giro?” forse qualche ombrello, un paio di occhiali …, ma poi la riflessione si allargò per riflettere sulle parole, sui gesti, sui comportamenti che ho lasciato dietro di me, spesso inconsciamente, finendo per domandarmi “che fine hanno fatto?”

Qualcuno ha potuto beneficiarne o ha dovuto buttarle quali rifiuti ingombranti, inutili o peggio nocivi?”

Ho cominciato a preoccuparmi per la responsabilità che ne deriva da parole dette senza pensarci, da comportamenti superficiali. Mi è venuto in mente la preghiera di David “Miserere me, Deus”.

Spero però che le mie colpe in questo ambito non siano pari a quelle di David che portò via la moglie di Uria e poi lo fece uccidere!

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