“Le vicende del Fondo di Rotazione”

Recentemente i mass-media hanno scoperto una cooperativa che, dopo aver beneficiato del Fondo di Rotazione della CEE gestito dalla Regione Veneto, invece di usare il contributo per occupare disabili, come aveva affermato, con quel denaro ha costruito un albergo di lusso. Tale notizia ha tenuto banco sulla stampa cittadina per un paio di settimane ed è stata presentata come l’ennesima truffa perpetrata con i soldi pubblici. Nell’elenco degli enti che hanno beneficiato di suddetto fondo è apparso anche il Don Vecchi, quasi che anch’esso appartenesse alla congrega del malaffare. I giornali hanno poi annunciato che una commissione avrebbe fatto delle verifiche: “Ben venga” ho pensato, le diremo il fatto suo.

Ripeto ancora una volta come sono andate le cose da noi.
Sernagiotto, allora Assessore alla Sicurezza Sociale della Regione ci ha chiesto di portare avanti un’esperienza pilota per dimostrare che è possibile gestire, in maniera più economica e più umana, quella fascia di anziani che vanno dagli 85 ai 95 anni, senza ricorrere alle case di riposo per non autosufficienti. Suddetti ricoveri costano all’interessato, alla famiglia e all’ente pubblico circa tremila euro al mese ed offrono una qualità di vita assai discutibile. La Fondazione ha accettato di buon grado la sfida e così la Regione ha finanziato, con 2.800.000 euro, il nostro progetto. In dieci mesi la Fondazione ha portato a termine la struttura e, sull’impegno che la Regione si era assunta di promuovere un bando per finanziare l’assistenza di questi anziani residenti, nei due mesi successivi l’ha riempita con 65 ultraottantenni. Partito Sernagiotto dalla Regione perché eletto al Parlamento Europeo, la burocrazia ha bloccato tutto, cosicché la Fondazione, essendo venuto meno il contributo per la gestione, ha dovuto ridurre l’assistenza ad un semplice monitoraggio che garantisce però un pronto intervento sia di giorno che di notte. Attendiamo quindi al varco il nuovo presidente della Regione perché onori gli impegni e soprattutto attui, fino in fondo, questo progetto pilota gestito da un ente del privato sociale che non fa business ma sperimenta soluzioni innovative e più economiche per la quarta età.

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