Un’affermazione che fa pensare

Nelle settimane dopo Pasqua la Chiesa offre alla riflessione dei fedeli soprattutto brani tratti dal Vangelo di San Giovanni. San Giovanni, almeno per me, è il più mistico tra gli evangelisti, infatti rielabora in tutte le possibili varianti il comandamento di Gesù di volersi bene, di credere e di vivere nell’amore. Talvolta il commento diventa faticoso perfino per chi deve commentare ed analizzare le proposte evangeliche tanto le sue riflessioni risultano ripetitive.

Un paio di settimane fa ha destato nel mio animo un sentimento di sorpresa che mi ha costretto a riflettere più a fondo, un’affermazione di Gesù riferita appunto da San Giovanni: “Se uno mi ama osservi i miei comandamenti”. Di primo acchito non solo non l’ho compresa ma ho avuto perfino la sensazione che Gesù volesse condizionare la sua amicizia al fatto di poter condurre i suoi discepoli al “guinzaglio” e ciò non mi pareva in sintonia con il rispetto che Egli manifesta per l’autonomia e la dignità dell’uomo. Poi pian piano ho capito che si può diventare uomini nuovi e più autentici solamente se si accetta la logica di Dio. La fede quindi non può essere ridotta ad un atto formale sganciato dalla morale ma deve invece illuminare dall’interno le scelte esistenziali.

Ho capito infine la pericolosità di certi modi di pensare degli uomini del nostro tempo che si dicono credenti forse solamente per non dover giustificare qualcosa di difficilmente dimostrabile: l’assurdità e la patente irrazionalità del non credere. Quando l’essere umano sgancia la fede dalla vita si ritiene poi in diritto di fare delle scelte egoiste, illogiche che non rispondono al suo vero bene e a quello della comunità. La fede quindi deve fare da supporto e da guida saggia al vivere quotidiano. Questa credo sia la vera giustificazione dell’affermazione di Gesù riportata dal Vangelo di San Giovanni.

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