Leggere tutte le pagine della vita

Da più di mezzo secolo celebro Messa, predico, incontro fratelli piegati dal dolore o sospinti dalla nostalgia di persone fortemente amate tra le tombe del nostro cimitero. Ho cominciato quasi per caso scoprendo la vecchia cappella ottocentesca sporca, abbandonata e in disordine, poi pian piano, mi affezionai sia da cappellano di San Lorenzo che da parroco di Carpenedo e successivamente da prete in pensione!

Debbo confessare che, pur essendo il nostro cimitero appartato, chiuso da alte mura, dentro vi pulsa la vita, un tipo di vita particolare, non fatta solamente di dolore, rimpianti, rimorsi e speranze ma anche rappresentata da uomini e donne che scrutano ora la terra ora il cielo in cerca di una soluzione al mistero della vita e dell’eternità.

Il discorso delle tombe è poi un discorso quanto mai avvincente e profondo, basta ricordare gli scritti del Foscolo o “Spoon River Anthology”, il libro che ha ispirato il celebre cantautore genovese Fabrizio De André, in cui si racconta, in forma di epitaffio, la vita delle persone sepolte nel cimitero della piccola cittadina americana o per finire Shakespeare l’insuperabile drammaturgo inglese!

ecentemente il “Centro Studi Storici di Mestre” ha pubblicato una semplice ma accurata ed attenta guida del nostro camposanto, è un opuscolo che fa riemergere dalle nebbie del passato gli uomini della nostra città che hanno ben meritato o che hanno pronunciato parole forti e vere che ancora oggi fa bene riascoltare.

In questi giorni i becchini, chiamati ora “operatori ecologici”, stanno riesumando i resti dei defunti sepolti nel campo antistante la vecchia chiesetta. Ogni tanto sbircio, tra le giunture dei pannelli che nascondono quest’operazione di forte impatto emotivo, questi uomini che con le loro tute bianche ricompongono le spoglie mortali in povere bare per essere avviate alla cremazione o a una nuova sepoltura e mi chiedo se loro e noi, passeggeri furtivi, siamo capaci di riflettere e di arrivare a saggezza come il grande drammaturgo inglese con il suo: “Essere o non essere”.

Credo che uno dei miei compiti sia anche quello di aiutare i concittadini a frequentare il camposanto e ad imparare la grande lezione di vita che può ancora offrire. Nei precetti della Chiesa e nei suggerimenti per il buon vivere inserirei almeno una visita mensile al cimitero!

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