Quattro ore al mese

Quando ero parroco ho tenuto per molti anni, sul periodico della mia comunità, una rubrica che aveva come titolo: “I Fioretti del 2000”. Mi ero ispirato, sia come titolo sia come contenuti, ai celeberrimi “Fioretti” di San Francesco d’Assisi offrendo ai lettori fatterelli semplici e candidi che mettevano in luce il lato bello della vita. Per il “lato brutto” ci pensano anche troppo i mass-media che si nutrono, quasi esclusivamente, di ciò che di più squallido e deludente avviene in questo nostro mondo.

Confesso che talvolta incontravo non poche difficoltà nel cercare e poi proporre qualcosa di edificante ma poi finivo per fortuna con il trovare sempre qualcosa di positivo da offrire ai miei parrocchiani. Nell’armadio dei miei scritti conservo le bozze di queste mie ricerche con cui si potrebbero realizzare due o tre volumetti e un giorno qualcuno potrà pubblicare la mia “opera omnia” o utilizzare tutta quella carta per accendere la stufa per qualche mese.

Ieri, essendo dovuto andare dal dentista, non ho incontrato solamente la bella faccia rotonda e sorridente di questo magnifico e generoso professionista che, stuzzicandomi con il suo “terribile” armamentario misterioso e preoccupante, sta tentando di impedire al mio impianto dentario di crollare a causa della sua vetustà, ma ho avuto il piacere di rincontrare, dopo molto tempo, un suo giovane collega che ho sposato e al quale ho anche battezzato i figli.

Nella piacevole e cordialissima chiacchierata che è nata da questo incontro ho appreso che “Emergency”, l’associazione umanitaria di carattere laico che ha aperto a Marghera ambulatori polivalenti per i poveri, gli ha chiesto collaborazione. Egli mi ha confidato che si è offerto di lavorare per quattro ore al mese a titolo assolutamente gratuito. La notizia mi ha fatto da un lato tanto piacere e dall’altro ho provato un po’ di tristezza. Mi spiego meglio: quando le suore si ritirarono dall’Umberto I feci loro la proposta di aprire un poliambulatorio per i poveri a Villa Franchin ma ne ricevetti un cortese quanto deciso rifiuto, come nella parabola evangelica: “Abbimi per iscusato perché ho preso moglie, devo visitare i miei campi, ecc.”. Comunque l’aver scoperto come i “laici” si guadagnano il Paradiso mi ha ricompensato della vecchia delusione!

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