La samaritana

Quando, fino a ieri, sentivo pronunciare il termine: “samaritana”, da vecchio prete, che mille volte ha dovuto con fatica commentare l’episodio del Vangelo nel quale una donna di Samaria si incontra con Gesù presso il pozzo di Giacobbe, d’istinto mi veniva di pensare a quella donna di facili costumi che ha intessuto un colloquio con Gesù. D’ora in poi però, quando sentirò la parola “samaritana”, mi si affaccerà alla memoria un’altra donna, una donna che i mass-media hanno definito “samaritana” perché è stata la prima ad aver donato un rene ad un ammalato, in attesa di un trapianto, che lei non aveva mai conosciuto e che non conoscerà mai. Questa meravigliosa notizia ha tenuto banco per un paio di giorni ma purtroppo non come avrebbe meritato: ignorata dalle prime pagine dei più importanti quotidiani per poi scomparire nel nulla come se nel nostro mondo ci fossero notizie più belle da diffondere. Nel frattempo i media hanno continuato a fornirci dettagli sulle squallide beghe della politica, sulle ruberie e su tutto il marciume di mezzo mondo.

Ritengo che almeno “L’Incontro” debba fare da cassa di risonanza ad un gesto così nobile e generoso. È vero che nel mondo c’è tantissimo male ma fortunatamente sono convinto che il bene sia molto di più; il guaio è che mentre i mass-media fanno a gara per essere i primi a diffondere notizie sui fatti di cronaca nera quasi nessuno è seriamente impegnato a informare sul volto bello della vita. Privarsi di un rene, ed io so bene cosa voglia dire averne uno solo perché uno mi è stato asportato a causa di un tumore, è un atto a dir poco eroico! La nuova “samaritana” ha offerto non solo un rene ad un ammalato ma ha mostrato a tutti noi il volto di Gesù Risorto!

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