L’ebbrezza della semina

Seminare richiede tanto coraggio e tanta fede però è una delle scelte e dei gesti più belli e più importanti della vita. Essendo nato in campagna mi è capitato più volte di vedere nei granai di qualche mio amico, custodito in un angolo, il grano conservato per la futura semina. La famiglia, nelle cattive annate, poteva anche incorrere in grosse difficoltà ma il grano per la semina era gelosamente custodito e nessuno lo toccava per nessuna ragione al mondo perché rappresentava la speranza e il domani! Gesù ha adoperato più volte nel suo Vangelo l’immagine del grano come segno e come allegoria di ciò che di valido e di positivo si può seminare nel solco della vita dell’uomo. Io sono un prete più che mai convinto di possedere, nell’angolo più protetto della mia coscienza, il mucchietto di buona semente da spargere con fiducia e con speranza nel cuore dei miei fratelli e concittadini. Ricordo quello che il grande Bernanos fa dire al prete protagonista del suo splendido romanzo “Il diario di un curato di campagna”: “Non è colpa mia se vesto da beccamorto ma io posseggo il seme della gioia e della speranza e ve lo donerei ben volentieri se me lo chiedeste”. Sono tentato di parafrasare queste parole confidando ai miei concittadini: “Non è colpa mia se sono un vecchio prete che perde colpi sempre più frequentemente ma io custodisco questa semente di fede, di speranza e di amore e la semino con grande ebrezza ogni volta che ne ho l’occasione!”. Per questo motivo custodisco, con particolare attenzione, e difendo, con tutte le mie forze, questo patrimonio di valori attinti dal Vangelo per seminarli, magari in maniera maldestra, ma li voglio seminare a tutti i costi, in ogni circostanza e malgrado tutto. La consapevolezza di custodire e di disporre delle verità più importanti che offrono le risposte più valide per l’uomo di ogni tempo, mi pesa assai per la responsabilità che mi sono assunto ma, nel contempo, il poter offrire alla gente le risposte più valide per le loro attese e per le loro necessità mi da ebbrezza e quasi voluttà. Questo “mestiere” del seminatore mi piace tanto e spero di continuare a poterlo fare fino all’ultimo respiro.

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