Cristo è veramente risorto

La celebrazione dei grandi misteri cristiani mi investe ogni anno con una forza sempre maggiore, talvolta mi piove addosso come un uragano dal quale non mi è facile difendermi. Un tempo mi erano sufficienti le argomentazioni che la tradizione millenaria mi offriva e che con sforzo tentavo di attualizzare. Ora questi discorsi non mi bastano più, non riescono a convincermi e mi lasciano, non solamente perplesso a livello personale ma mi inibiscono nel proporli con convinzione e con entusiasmo.

Anche quest’anno, in occasione della Pasqua, ho dovuto faticare per darle una lettura che mi convincesse fino in fondo. La preparazione è partita da lontano e lo spunto mi è stato offerto da una magnifica poesia di Padre David Maria Turoldo che, con versi delicati e convinti, esprime come vorrebbe dare l’annuncio della Resurrezione.

Se fossi stato un artista della parola, come la Proclamer, per il sermone di Pasqua avrei letto i versi, pregni di fede e di poesia, di Turoldo ma non essendolo ho dovuto ripiegare su un’immagine molto più prosaica. In occasione della Pasqua ho detto alla mia cara gente che essa è un bellissimo e prezioso dono che il buon Dio ci invia dal cielo. Ogni dono è confezionato con un involucro grazioso e accattivante fatto di carta vivace e di nastri delicati e come tutti i doni anche questo ci viene offerto in una confezione adeguata. Quella della Pasqua è una festività che tutti gradiscono, credo però che, anche se non si deve rifiutare in maniera pregiudiziale l’idea della festa perché l’uomo d’oggi ha bisogno di fare festa, non sia di certo questa la sostanza della Pasqua cristiana! Il contenitore normalmente è tanto più ricco quanto più importante è il contenuto e nel caso della Pasqua il contenitore è costituito dalla liturgia che, in maniera più fastosa del solito, ci ricorda ciò che avvenne duemila anni fa. Il contenitore della Pasqua nelle chiese è costituito dai canti, dai fiori, dalle letture e dalla solennità con cui si ricorda quell’evento così lontano nel tempo ma tutto questo anche se opportuno, forse necessario, non costituisce certamente l’essenza della Pasqua. La perla preziosa è l’annuncio che Cristo è vivo, è presente, che il Risorto lo si può incontrare anche oggi negli uomini migliori, nelle comunità cristiane autentiche, negli eventi che manifestano bontà, pace, giustizia, solidarietà, dove il messaggio di Gesù è riproposto con convinzione, dove si crede che la vita sia veramente un dono e la si vive con ebrezza, dove si è certi di camminare verso la “terra promessa”. Allora riscoprendo il Risorto presente e vivo in mezzo a noi possiamo puntare a giocare totalmente la nostra vita su di Lui ed essere uomini e donne della resurrezione pure noi!

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