Il tempo passa per tutti

Vent’anni fa iniziò l’avventura dei Centri Don Vecchi. Le cose ci sono andate molto bene sia perché il progetto si è rivelato valido ed innovativo, sia perché eravamo spinti da motivazioni esclusivamente di carattere ideale in quanto, sia io sia tutti coloro che mi hanno aiutato, eravamo persone disinteressate che operavano senza aspettarsi nessun ritorno economico ed infine perché chi si occupava di contabilità ha sempre tenuto i conti sotto controllo ed ha amministrato in maniera saggia e prudente. L’amministratore unico, per una decina di anni, quando i Centri Don Vecchi erano amministrati per conto della parrocchia e successivamente quando la responsabilità della loro gestione passò alla Fondazione, è stato il ragionier Rolando Candiani. Devo riconoscere che se il Signore mi ha fatto un dono è stato quello di sognare e di perseguire progetti solidali sempre più avanzati anche se, da un punto di vista amministrativo, l’unica mia certezza era che i conti dovevano sempre quadrare o meglio ancora essere in attivo. Vent’anni fa, quando il Consorzio Agrario, presso cui lavorava uno dei “miei ragazzi” dell’Azione Cattolica, andò in crisi e licenziò la maggior parte delle sue maestranze, la Fondazione optò per il ragionier Rolando Candiani, figlio del famoso pittore mestrino Gigi Candiani. Chiesi allora a Rolando se fosse disposto ad aiutarmi ad impostare un’amministrazione seria che non mi mettesse in difficoltà. Rolando accettò condividendo così questa “missione impossibile” e, nonostante mille vicissitudini, non solo i conti sono stati sempre in regola ma ci hanno anche permesso di realizzare la quinta struttura e di impostare la sesta! Rolando coinvolse poi anche la moglie Graziella cosicché i Centri Don Vecchi diventarono lo scopo principale della loro vita. Il tempo però passa per tutti. Io sono stato il primo a lasciare per motivi anagrafici, e proprio in questi giorni anche Rolando e sua moglie Graziella sono andati “in pensione” lasciando la loro vita di volontari. Credo sia giusto che la nostra città sappia che per vent’anni questi due coniugi sono stati le colonne portanti dei Centri Don Vecchi e sia loro riconoscente per il “miracolo” che hanno concorso a realizzare!

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