Un nuovo alito di speranza

Premetto che ritengo di essere nella condizione di potermi avvalere di una saggia sentenza della cultura dell’antica Roma: “I vecchi hanno il diritto di dimenticare e di ripetersi”.

Ho già l’età per potermi rifare a questa sentenza e perciò lo faccio con tranquillità e soddisfazione! Ho scritto, anche recentemente, che quando, con Monsignor Vecchi cinquant’anni fa, aprimmo “Il Ristoro” di Ca’ Letizia non pensavamo, come invece poi è avvenuto ed avviene tutt’ora, ad una “mensa per barboni” ma sognavamo un “ristorante” per gente con pochissime risorse economiche. Non rimpiango di certo la piega che ha preso Ca’ Letizia, perché ha fatto e continua a fare un gran bene, però mi è rimasto nell’animo il vecchio progetto del “ristorante popolare” che possa permettere anche ad un operaio che guadagna mille duecento euro al mese, che ha un affitto di seicento euro e un bambino che frequenta la scuola, di poter dire, in occasione dell’anniversario di matrimonio o dell’onomastico o compleanno della moglie o del piccolo: “Questa sera vi porto fuori a cena!”, cenando con dieci euro al massimo in una sala signorile, servito a tavola da camerieri in divisa, con un menù semplice ma gustoso e vario.

Finora questo sogno è rimasto solamente una chimera. Ora però che ho letto su “Il Messaggero di Sant’Antonio” che a Milano un manager della ristorazione invita ogni sera a cena un centinaio di “poveri veri”, sapendo che i proprietari del catering “Serenissima Ristorazione”, che appronta centomila pasti al giorno, abitano in Veneto e sono dei buoni cristiani, ho messo a punto questo progetto:

a) chiederò alla Fondazione Carpinetum l’uso gratuito della sala da pranzo capace di ospitare centoventi persone.

b) chiederò agli scout se mi assicurano ogni sera una decina di ragazze e ragazzi almeno diciottenni per fare da camerieri.

c) chiederò infine ai proprietari del suddetto catering, che ha attualmente un centro cottura al Don Vecchi, se sono disponibili ad offrire almeno cento-centoventi pasti a sera con un menu fisso ma buono ed abbondante a due euro a persona. A questo scopo inizierò una novena a Padre Pio e a Santa Rita e poi procederò nel tentativo!

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