L’atea sprovveduta

Qualche tempo fa ho ricevuto un’e-mail da una signora che legge “L’Incontro” e che si è dichiarata atea. Questa signora, che afferma di vivere serenamente, si occupa di chi è in difficoltà e si ritiene migliore di tanti credenti. Quest’ultima affermazione, che è purtroppo abbastanza frequente in questo genere di persone, mi suona un po’ stonata e negativa perché non è nobile esprimere giudizi positivi su se stessi e negativi sugli altri senza avere motivazioni obiettive. Non ho ritenuto di dover rispondere per non impelagarmi in polemiche che non risultano mai positive, però voglio sommessamente farle notare che chi si dichiara ateo non può esimersi dal fornire una spiegazione della vita e del mondo in cui vive. Vivere senza avere una meta che giustifichi seriamente la vita stessa è desolante perché un’esistenza del genere, fatalmente tesa verso la morte, a me pare semplicemente assurda. Ma poi, chi nega Dio creatore ed ordinatore dell’universo, non può non sentirsi in dovere di cercare di spiegare, soprattutto a se stesso, chi ha creato lui e l’universo intero facendolo poi girare in maniera così perfetta. Mi pare di dover concludere che se è difficile dimostrare e fare accettare l’esistenza di Dio è veramente impossibile credere che l’universo non abbia un creatore ed un ordinatore di infinita intelligenza e potenza!

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