Oche giulive

In rapporto alla cattura in Siria delle due ragazze del Varesotto e della loro recente liberazione, non ho potuto riscontrare che un aspetto positivo: quasi tutti concordano con me che non è giusto che due oche giulive e senza criterio costringano il Governo a perdere tempo e a sborsare somme ingenti di denaro pubblico per la loro liberazione.

Un vecchio proverbio di tanto tempo fa sancisce che: “Chi è causa del suo mal pianga se stesso!” e non pretenda che gli altri paghino per la sua stupidità. È vero che in tutto il mondo vi sono persone con grandi ideali che mettono a repentaglio la loro vita però, quasi sempre, si appoggiano ad organizzazioni serie e si impegnano per cause per le quali possono dare un contributo valido (vedi i Medici del Cuamm che mettono a repentaglio la loro vita per assistere i malati di Ebola o i missionari che fanno altrettanto per donare il messaggio evangelico) ma tutti costoro partono disposti a pagare con la vita le loro scelte. Mi auguro che Renzi o il Ministro facciano una dichiarazione pubblica in cui si affermi che il nostro Stato non offrirà più assistenza a gente scriteriata, che combina guai e poi imputa ad altri il compito di risolverli.

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