L’ateo a buon mercato

I miei amici e i miei lettori sanno quanto io rispetti ed ammiri gli uomini che si pongono in umile e sincera ricerca e che confessano di non essere riusciti ad approdare alla fede, e quanto io rifiuti coloro che si dichiarano atei con tanta sicumera e arroganza guardando dall’alto e giudicando con commiserazione i credenti, quasi fossero loro e solo loro i figli della ragione.

Partendo da queste considerazioni confesso che certe prese di posizione, sia da parte di singoli atei militanti sia di qualche loro organizzazione, non mi turbano più di tanto mentre tengo in assoluta considerazione sia le tesi che le motivazioni con le quali certi non credenti motivano il loro agnosticismo o ateismo.

Qualche settimana fa mi è giunta una e-mail di una giovane donna che, senza tentennamenti o dubbi di sorta, affermava di vivere bene nonostante non fosse credente e che il suo modo di operare era più umano e civile di quello di chi si professa credente. Non obietto, vi sono di certo atei corretti, onesti, altruisti e perbene ma voglio che personaggi del genere sappiano pure che la loro condotta, umanamente corretta, non basta perché l’ateo deve pur addure delle ragioni che spieghino la storia millenaria della fede di una stragrande parte dell’umanità, l’ordine dell’universo e il senso della vita. Se uno vuole essere coerente e razionale deve giustificare e dar ragione del mondo in cui vive!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.