Religione placebo

Al Don Vecchi abbiamo alcune collaboratrici domestiche che non hanno nessuna qualifica professionale tranne l’affetto per gli anziani ed il buon senso. A queste collaboratrici la legge proibisce qualsiasi intervento di carattere sanitario perciò, quando qualche anziano suona, non possono che ascoltarlo, fargli un po’ di coraggio e al massimo preparare loro una camomilla. Quasi sempre questi interventi ottengono l’effetto sperato: quello che l’anziano si volti dall’altra parte e prenda sonno. La medicina definisce questi interventi: “Effetto Placebo” ossia un rimedio illusorio ad un male inesistente.

Ascoltando una di queste care signore, donataci generosamente dalla Moldavia, per una strana associazione di idee, ho pensato che spesso molti cristiani hanno ridotto la pratica religiosa all'”Effetto Placebo” assumendo la religiosità come un calmante che intorpidisce evitando loro di impegnarsi nell’affrontare le problematiche della vita e non come uno stimolante che può aiutare a vivere una vita nuova che si rifà al messaggio di Gesù. A motivo di questa constatazione sono sempre più preoccupato che la nostra religione non incida seriamente sulla qualità della vita: se così fosse saremmo arrivati al “sale insipido” che non serve a nulla e va buttato via!

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