Fanatismo e indifferenza

In questi ultimi anni i mass media hanno giustamente messo in risalto il volto peggiore dell’Islam. A me, prete, verrebbe talvolta da invidiare le moschee strapiene di uomini che si prostrano col volto fino a toccare la terra per lodare il Signore, anche se lo acclamano chiamandolo con un nome diverso da quello con cui io mi rivolgo allo stesso Signore. Ma se poi comincio a pensare che quegli uomini si vestono di nero, si coprono il volto e commettono, in nome di quel Dio che pregano, i delitti più esecrandi, allora provo orrore per quella religione che non ha proprio nulla di sacro e religioso e si manifesta sostanzialmente peggiore di ogni forma di ateismo anche più radicale.

Il secolarismo occidentale, che sta lentamente soppiantando la religione cristiana, persegue, tutto sommato, valori che sono infinitamente più alti, più sacri e più umani di quelli dei praticanti più ortodossi dell’Islam.

I mass media ci passano ogni giorno le notizie più fosche e più disumane e ci mostrano le immagini più crudeli e meno immaginabili dei seguaci dell’Islam che stanno promuovendo il nuovo califfato.

I nostri benpensanti d’occidente si affrettano a dire che questi figuri sono i fondamentalisti dell’Islam ma che nel mondo arabo ci sono pure i moderati. Mi domando però dove sono, cosa fanno questi musulmani moderati per contrastare e condannare questa aberrazione della fede e della religione! Sì, ogni tanto si sente qualche timida voce da musulmani che vivono in Europa, dove non solo i governanti laici, ma pure i cristiani più lucidi e più ferventi si battono perché sia loro garantita la libertà di professare la loro fede e perfino si danno da fare perché abbiano i luoghi di culto necessari.

La medaglia di questo nostro mondo, come tutte le medaglie, ha due facciate: una è quella dell’Islam irrispettoso, settario e intollerante delle altre fedi, l’altra non è meno deludente e meschina. Riempiono questa faccia della medaglia i cristiani e il loro modo di professare la fede, le associazioni cristiane e i governi dei Paesi che si richiamano, come tradizione e come cultura, al cristianesimo rimangono indifferenti come se la cosa non li riguardasse.

Gli unici a muoversi finora sono stati Papa Francesco e gli Stati Uniti. Papa Francesco, che ha mandato aiuti ai cristiani perseguitati dalla ferocia dei soldati del nuovo califfato ed ha invitato i popoli del mondo a pregare e a fermare tanta ferocia e tanto settarismo che sono in realtà la negazione e la bestemmia più grave che la creatura umana può concepire; gli Stati Uniti, che però stanno contrastando il terrore con altro terrore, la violenza con altra violenza.

Purtroppo l’ONU, che dovrebbe far coalizzare tutti gli uomini e i governi di buona volontà, se ne sta zitto, e pure i vescovi, i preti e i cristiani stanno facendo le ferie e perciò non hanno tempo per pregare, creare opinione pubblica ed operare perché col dialogo ed ogni pressione non violenta si possa arrivare ad un rapporto più tollerante. Il fanatismo dell’Islam è esecrabile, però pure l’indifferenza dei cristiani è altrettanto ignobile e condannabile.

20.08.2014

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