Deludenti come sempre

I cittadini più attenti alle problematiche della nostra comunità cittadina sanno, anche perché il nostro periodico “L’Incontro” ne ha parlato di frequente, che una volta inaugurato il “don Vecchi 5” per gli anziani poveri della città, la Fondazione Carpinetum dei Centri don Vecchi ha già presentato in Comune un progetto teso a dare risposta alle più gravi urgenze abitative.

E’ evidente che la Fondazione non può farsi carico di quello che è dovere specifico della civica amministrazione, ma cerca invece di creare cultura e sensibilità dando vita a soluzioni innovative che sia da un punto di vista sociale, che da quello economico, aprano la strada ad interventi più massicci da parte del Comune.

Finora la Fondazione s’è occupata in maniera specifica della domiciliarità degli anziani poveri, mettendo a disposizione della città quasi cinquecento alloggi a costi che nessun altro ente è finora riuscito a fare e con delle soluzioni a livello abitativo ed esistenziale quanto mai ottimali. Ora la Fondazione ha ritenuto opportuno impegnarsi anche su un altro versante, quello della criticità dell’alloggio per determinate categorie di cittadini, quali persone divorziate ridotte alla miseria per le conseguenze del fallimento della loro famiglia, disabili che sentono il bisogno di una vita indipendente, ragazzi che vorrebbero sposarsi ma non riescono a trovar casa e che hanno bisogno di essere aiutati nella fase iniziale della loro vita coniugale, lavoratori di altre città che dovendo risiedere a Mestre non riescono a pagare una pigione onerosa che impedisce loro di mandare i soldi alle loro famiglie lontane, persone che vengono a Mestre per assistere i loro cari degenti in ospedale, che non sono in grado di pagarsi una stanza in albergo, persone che si trovano provvisoriamente in grave urgenza di ottenere un alloggio ed altro ancora.

Il progetto è passato alla conferenza dei servizi alla quale una ventina di uffici interessati deve esprimere un parere. Un altro passaggio stabilito dai borbonici regolamenti comunali è il parere consultivo della municipalità.

Qualche giorno fa il nostro progetto è stato sottoposto a questo giudizio e la maggioranza ha avuto a che dire, ed in maniera pilatesca, per non dare un parere negativo che avrebbe esposto la municipalità al pubblico ludibrio, ha demandato il problema ad una commissione perché faccia una ulteriore indagine. I consiglieri della municipalità sono l’ultimo gradino dei politici, però pare che pure loro si comportino alla stessa stregua di quelli che sono le persone che nella nostra società riscuotono meno stima di qualsiasi categoria. E’ normale purtroppo che i falliti nella vita tentino di mettere i bastoni fra le ruote a chi ha buona volontà e capacità di fare. Ancora una volta la maggioranza dei consiglieri della municipalità di Mestre e Carpenedo non ha perso l’occasione per dimostrarsi quello che è. Mi auguro quindi che quanto prima venga abolito questo ente non solo inutile, ma dannoso.

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