Marco e Francesco

L’altro ieri ho letto che il consenso a Renzi sfiora il settanta per cento. Sono molto contento perché finalmente Cincinnato ha trovato almeno un discepolo, cosa non facile nel nostro tempo.

Il nostro nuovo Presidente del Consiglio non ha fatto il discorso compassato dell’antico romano: “O mi accettate così, altrimenti torno a fare il contadino e vorrà dire che se Roma riterrà di avere bisogno di uno come me, mi troverà al lavoro nei miei campi”. Il Matteo, fiorentino fino al midollo, ha fatto un ragionamento più scanzonato: “O la va o la spacca!”. La sostanza però è sempre la stessa!.

Sono contento perché, seppur ora si tratta soltanto di qualche mosca bianca, pare che nel nostro Paese finalmente compaia qualcuno che si mette tutto in gioco.

Papa Francesco, da quanto ho letto, supera presso i Veneti il 90 per cento di consensi; mi pare che lui la pensi alla stessa maniera. La sua rivoluzione è una delle più radicali e di più rapida esecuzione. Pure Papa Francesco è uno che punta al sodo, che non si fa imbrigliare dal perbenismo ossequioso e inconcludente e che si sta giocando totalmente sull’obiettivo di una Chiesa povera per i poveri e soprattutto su una Chiesa di stampo evangelico senza mediazione e gradualità di sorta.

L’ultima di questo pontefice che non cessa di sorprendere, è la telefonata a Marco Pannella, il più anticlericale degli anticlericali esistenti non solo in Italia ma nel mondo intero. Il fatto che poi sia stata la Bonino a chiedere questa telefonata – almeno da quanto affermano i giornali – mi fa ancora più tenerezza e soprattutto mi fa capire che quando gli obiettivi sono veri, su di essi finiscono per convergere le persone oneste e sensibili alle istanze dei deboli.

Bella la testimonianza di Pannella! Che si batte da una vita perché le carceri siano più umane, ma soprattutto perché tendano realmente al recupero umano e sociale dei detenuti, mentre i politici piuttosto di affrontare e risolvere i problemi del Paese, sembrano totalmente impegnati a trovar motivi per far prevalere la loro parte e a conservare ulteriormente la propria sedia.

«Le sono accanto, l’aiuterò con la mia parola e la mia preghiera», promette Francesco. «Berrò un caffè in suo onore», ribatte il leader radicale. Una volta ancora si capisce che quando le persone sono oneste e gli obiettivi sono validi, si trova sempre un’intesa, mentre quando non c’è onestà di fondo e motivazioni valide tutto diventa pretesto per litigare e dividersi.

03.05.2014

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