Un dialogo particolare

Una signora che collabora con “L’Incontro” con degli articoli brillanti e piacevoli, un giorno mi confidava che a lei piace rimanere sola a casa e che, mentre provvede al suo riordino e alla pulizia degli ambienti, le piace chiacchierare con quanto c’è nel suo ambiente domestico. Non mi ha detto in che cosa consiste il suo dialogo, ma mi è sempre piaciuta l’idea e l’immagine di questa donna intelligente e sensibile che dialoga con la macchina da cucire, la macchina del caffè, o semplicemente con la scopa o con la tazzina da tè. La sua casa dev’essere veramente viva! Anche mia mamma, a cui chiedevo come mai i suoi fiori erano sempre splendidi mentre i miei erano sempre tanto poverelli e dimessi, con un fare affettuoso e sornione, mi diceva: «Ai fiori bisogna volergli bene e soprattutto parlargli».

Ho capito da tempo che in fatto di poesia e di sentimenti le nostre donne posseggono una marcia in più di noi uomini. Comunque, forse non per scelta cosciente, ma per associazione di idee, o semplicemente per senescenza, capita anche a me, in questi mesi, di parlare a dei fiori che mi sono molto cari. Forse non pronuncio parole, ma sento che mantengo vivo un dialogo di amore tenero e affettuoso con loro.

In tempi in cui ero forse un po’ più romantico, ho accennato più volte ad una accentuata simpatia che nutro, forse da decenni, nei riguardi di piccoli fiori bianco latte che sbocciano con i primi freddi e che durante i mesi del ghiaccio la fanno da re nei cortili del “don Vecchi”. Gli scorsi anni ne possedevo parecchi e facevano da bordatura ad un marciapiede tra la struttura ed un parco interno. La primavera scorsa però li ho fatti togliere per sostituirli con una siepe sempreverde, perché d’estate di quei fiori non rimanevano che le foglie, spesso insignificanti e miserelle. Me n’è rimasta, di queste piante invernali, solamente una decina nelle aiole di una corte interna.

Da un paio di settimane, dopo che sono sfioriti nel tardo novembre i crisantemi, questi fiorellini bianco latte sono bellissimi, sembra che dicano “guardateci!” a noi vecchi che li incontriamo andando in sala da pranzo. Queste piccole chiazze bianche color latte sulle piante verde scuro sembrano perle vere. Quando passo non trascuro mai di dir loro “grazie” per il loro sorriso d’inverno.

A primavera tutti i fiori sfoggiano la loro bellezza, ma nelle giornate uggiose e fredde di questi mesi i miei fiori bianchi sono semplicemente meravigliosi. Altro che le donne che, per via della moda, quest’anno sembrano diventate tutte dei trampolieri che camminano malsicuri con certe gambuzze da merlo o da gru di Chichibio del Decamerone di Boccaccio!

06.01.2014

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