Zelo scomposto

La crisi delle vocazioni religiose è generalizzata, non investe solamente il mondo dei sacerdoti, ma anche quello dei frati e delle suore. Molte congregazioni di suore sono ridotte al lumicino ed altre che contavano migliaia di religiose hanno subito una seria contrazione, tanto che ad ogni fine d’anno, fino a qualche tempo fa, esse si ritiravano dagli ospedali, dagli asili parrocchiali e da altre strutture per concentrarsi in opere di loro proprietà e nell’assistenza delle loro anziane.

Questo fenomeno ha determinato uno smarrimento generale e una seria preoccupazione per la loro sopravvivenza. Inizialmente anch’io sono stato fortemente preoccupato per questo fenomeno, dopo però ho capito che nulla è eterno e che soprattutto il buon Dio ha una fantasia infinita e già prima che si spenga una soluzione che proclamava il suo Regno, aveva già preparato soluzioni alternative più adeguate ai tempi nuovi e più in linea con la nuova società. Basta solamente aver fiducia nei tempi nuovi.

Però non tutte le superiore la pensano così. Molti ordini religiosi hanno emigrato nel terzo e nel quarto mondo ove pensavano che ci fosse un terreno più fertile; alcune, ma poche, hanno tentato di sviluppare il loro carisma inculturandosi in ambienti tanto diversi dai nostri, tentando di tradurre ciò che c’era di essenziale nelle loro scelte con la cultura di quei luoghi, però recependo mentalità, ritmi di vita e sensibilità tanto diverse. Mentre alcune altre, assurdamente, stanno tentando di ripetere esattamente, in mondi diversi, le soluzioni della vecchia Europa.

Altre congregazioni poi, peggio ancora, hanno adottato la “tratta” che, in tempi più lontani, gente senza scrupoli e senza princìpi, ha fatto presso le popolazioni indigene dell’Africa nera. Credo che sia doveroso denunciare questo fenomeno per nulla cristiano. Talvolta m’è capitato di sentire di ragazze nate nelle capanne di tribù africane, abituate a vivere una vita libera nella foresta o nella savana, pregare danzando e cantando al suono del tamburo durante le splendide Eucarestie guidate da missionari intelligenti ed aperti, portate in Europa, chiuse in conventi, o peggio clausure, vestite con tonaconi strani e di tempi andati, costrette ad una vita impossibile ed assurda per la civiltà della nigritudine. La crisi delle vocazioni non può giustificare comportamenti del genere, perché rappresentano quanto di più opposto allo spirito autenticamente religioso.

Il cardinal Martini ha saggiamente affermato che per alcuni aspetti la Chiesa è in ritardo di un paio di secoli, ma comportamenti del genere rappresentano ritardi di millenni.

14.07.2013

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