Il Papa della rivoluzione evangelica

Il popolo pare che, magari inconsciamente, subisca sempre più il fascino di Papa Francesco, e lo senta come un apostolo che riconduce i fedeli e la Chiesa allo “stile di Gesù”. Mi pare che non ci sia più incontro al quale non partecipino folle sempre più numerose. Forse il parlare semplice, senza tante elucubrazioni teologiche, il calore umano che sprigiona dal suo modo di rapportarsi con la gente, la semplificazione nel vestire, il ridurre al minimo vesti, ritualità e preghiere, la proposta di un Dio ricco di bontà e di misericordia reale, l’abbandono dei testi scritti che risultano sempre sofisticati e difficilmente capaci di andare al cuore, soprattutto l’assunzione dello stile del linguaggio e del comportamento della gente normale, tutto questo lo mette in sintonia con il sentire della gente del nostro tempo.

Certe scelte poi di non abitare più negli appartamenti che sono stati costruiti per il “Papa re”, la critica aperta alla Chiesa arroccata nella sua sacralità e prigioniera di consuetudini, tradizioni e soprattutto del protocollo; il discorso reso credibile dal suo passato e vivo nel suo presente, sulla povertà della Chiesa, sul rifiuto di un inquadramento gerarchico, su carriere pressoché automatiche e certi accenti quanto mai decisi nei riguardi di qualcosa che non ha proprio nulla a che fare con il Vangelo, sono tutti fatti che pare stiano promuovendo una profonda rivoluzione nei riguardi di una Chiesa troppo strutturata, che lascia poco respiro alla radicalità evangelica, per un nuovo stile di Chiesa.

La mia sensazione poi è che il nuovo Papa scelga di dare una testimonianza personale sul tipo di Chiesa che si correla alla comunità umana in cui è inserita, che preferisca fare il pastore della Chiesa di Roma piuttosto che il pontefice che governa direttamente attraverso i suoi ministeri la Chiesa universale, dando quindi più autonomia alle realtà diocesane che meglio possono adattare il messaggio evangelico al loro popolo.

Il Papa sta sottomettendosi a ritmi tanto intensi per dare un volto ed un respiro nuovo al cattolicesimo. Mi auguro tanto che egli regga a questa fatica immane e senta che i cristiani di Roma e del mondo sono con lui perché, nonostante tutto, avvertono che soltanto lo stile evangelico può dare risposte al bisogno di autenticità che tutti sentiamo.

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