L’ultima dei radicali

Ascolto la radio andando e tornando dal cimitero. Sono sempre sintonizzato su Radio Radicale perché è forse l’unica emittente che da mane a sera affronta tematiche sociali e non cerca di accattivarsi l’attenzione del pubblico con le solite canzonette, o comunque con quei programmi leggeri, sempre fatui ed inconsistenti.

Questa mattina una giornalista di questa emittente ha informato gli ascoltatori che si sono “aperti i tavoli” in molte piazze d’Italia per promuovere una legge di iniziativa popolare per rendere possibile l’eutanasia (traduco: l’omicidio indolore eseguito da medici in camice bianco negli ospedali costruiti per guarire il paziente dalla malattia, e non per farlo morire a spese poi della collettività) ed un’altra legge sul testamento biologico, ossia una legge per cui lo Stato si impegna, in caso di malattia grave, a garantire che i medici si attengano alle volontà espresse nel testamento depositato in Comune.

La giornalista radicale informava sui siti ove si poteva sottoscrivere la richiesta per questi due interventi. Informava inoltre che si dovevano raccogliere cinquantamila firme entro settembre e che Marco Pannella avrebbe propiziato un risultato positivo dell’iniziativa cominciando, fin da subito, uno sciopero dagli alimenti e dalle bevande.

I radicali è da molto che rimuginano questi obiettivi. Ora non sono più in Parlamento, ma sono ben presenti attraverso Radio Radicale, l’emittente pur pagata col contributo di tutti gli italiani, voluta dal partitino di Pannella, che non è mai riuscito ad entrare in forze in Parlamento ma che, giorno e notte, non cessa di creare una mentalità laica, avulsa da ogni principio morale, mentalità che svuota dall’interno il messaggio cristiano e toglie ogni speranza all’uomo, rendendolo una povera creatura in balia degli eventi.

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