Chi ho votato

Quando sarà stampato il numero de “L’incontro” che riporterà questo mio diario il risultato delle elezioni sarà ormai un lontano ricordo. Se questa pagina fosse uscita prima delle elezioni non avrei fatto questa confidenza, perché convinto che un sacerdote, pur avendo il dovere di dare voce alla democrazia e di offrire il suo contributo personale alla comunità, per il ruolo che esercita in essa, non deve approfittarsi della sua posizione, ma deve rispettare fino in fondo la scelta elettorale dei propri concittadini.

Il mio voto vi dico che è stato estremamente tormentato; ci ho pensato quanto mai e mi è stata quanto mai difficile la decisione. L’obiettivo che mi ha guidato è stato quello di sempre: rendere più degna, libera e serena la vita dei miei concittadini, soprattutto preoccupato di fare il bene delle persone più fragili: vecchi, poveri, extracomunitari, persone meno dotate. Ho fatto la mia scelta non a cuor tranquillo, ma solamente perché dovevo, alla fin fine, contrassegnare il simbolo di un partito escludendo gli altri, anche se avrei desiderato mettere assieme il meglio di ogni schieramento, riconoscendo che ognuno aveva qualcosa di valido.

Aggiungo ancora che, dati tutti questi miei dubbi, proprio per questo comprendo e rispetto tutti coloro che sono giunti a conclusioni diverse dalla mia e spero che sia la Divina Provvidenza, che è la sola che sa preventivamente quello che è giusto e che soprattutto sa “scrivere il meglio anche sulle righe sbagliate”, saprà trarre il bene da queste elezioni.

Eccovi il risultato del mio tormentone elettorale: convinto che Bersani, nonostante i suoi trascorsi delle Botteghe Oscure, sia una persona per bene e pure la sua squadra, tutto sommato, non sia male, perché composta da persone di cultura, sensibilità e tendenze diverse, ho votato per Monti. Lo ritengo persona competente, onesta, stimata e soprattutto con i piedi per terra, un politico che persegue una economia di mercato che, pur con tutti i correttivi di ordine sociale e solidale, è quella che produce la ricchezza da poter dividere, e perciò penso che Monti potrà essere complementare a Bersani.

Ho votato Monti perché, oltre alla competenza economica che oggi, data la crisi, è di capitale importanza, ha prestigio internazionale e, non ultimo, credo che sia un garante per quei valori di fondo per i quali il laicismo quanto mai diffuso e trasversale non garantisce il nostro Paese.

Aggiungo che mai e poi mai dirò all’altare cose del genere, là tenterò di offrire la Parola di Dio che è verità certa ed assoluta, ma agli amici penso di poter fare questa mia confidenza.

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