Un seme scout

Una delle cose più accettabili ed anche più belle a cui il popolo italiano ha potuto assistere in quest’ultimo tempo, è stata certamente la competizione tra Bersani e Renzi per le primarie, per chi, del popolo del centrosinistra, dovrà proporsi come leader alle prossime elezioni.

C’è un detto popolare, saggio come sempre, che afferma che “in un popolo di ciechi un monocolo è re”. Così è avvenuto anche per i politici italiani. A questo mondo bisogna sempre accontentarsi!

Tra lo squallore del tira e molla del centrodestra e gli interminabili conati del centro, quello che ci ha offerto il PD è già una piccola consolazione.

Io ho assistito a due dibattiti e, pur facendo il tifo per Renzi, giovane frizzante e quanto mai radicale, ho pure ammirato la pacatezza, l’equilibrio, la misura e il mestiere di Bersani. Da un lato mi pare che sia emersa la poca esperienza di Renzi e dall’altro lato mi è parso che Bersani abbia avuto atteggiamenti pacati e rassicuranti. Mi preoccupano però i “cattivi compagni” Vendola e D’Alema, che questo segretario del PD frequenta ancora, e il tipo di educazione ricevuta fin dall’infanzia a Botteghe oscure.

Io avevo deciso di votare scheda bianca, per unirmi al coro di chi vuole, una volta ancora, bollare i politici parolai, inconcludenti, interessati e corrotti. Il “duello” televisivo mi ha per ora salvato da questo suicidio elettorale e per ora sto alla finestra sperando che in questi ultimi mesi qualcosa accada, perché nel mio cuore si è rinforzata una speranza.

Leggendo la biografia politica di Renzi mi ha fatto piacere leggere che il giovane e “garibaldino” sindaco di Firenze ha messo in capo alla sua dottrina questo messaggio sociale: “Considero mio onore meritare fiducia”. Questo è il primo articolo della “legge scout” che certamente egli ha appreso nella sua adolescenza.

Mi è venuto da pensare: “Vuoi vdere che le centinaia di migliaia di ragazzi che sono passati per i nostri patronati, che hanno militato tra gli scout e l’Azione Cattolica, ai quali abbiamo insegnato l’onestà, la rettitudine, il coraggio e la generosità, abbiano ad approdare alla politica e portare una ventata di giovinezza umana?”

Il Papa da tanto tempo, come soluzione ai mali che fino a ieri sembravano inguaribili, si è augurato l’entrata in politica dei giovani. Spero che Renzi sia “il primo fiore di primavera” o “la prima stella del nuovo giorno”, della politica italiana.

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