“Temi lo Stato anche quando ti fa doni”

Un giorno, scherzando con degli amici, sono arrivato a definirmi come un anarchico individualista; poi, a scanso di equivoci, perché non si pensasse che io sognassi di buttar bombe contro le istituzioni, aggiunsi che però, contemporaneamente, credevo e volevo praticare la non violenza gandhiana.

Traduco in chiaro questi discorsi che sanno di paradosso. Lo Stato, così com’è articolato e come si muove attualmente, mi sta molto, molto stretto. Della destra berlusconiana sposo un pezzettino di dottrina, molto piccolo, ma significativo, che si traduce con lo slogan “Meno Stato e più libertà”. Ho la sensazione che la burocratizzazione delle istituzioni pubbliche sia così legnosa, macchinosa ed opprimente che ti avviluppi in maniera tanto ossessiva, così da scoraggiarti in ogni iniziativa e soffocarti con le sue lungaggini, le sue carte, i suoi regolamenti e i suoi burocrati, talmente stupidi da costringerti ad infiniti adempimenti formali piuttosto che facilitate più limpide iniziative di carattere sociale.

Non dico che mi conforta il fatto che gli imprenditori esteri non investono in Italia a motivo delle lungaggini e del balzelli degli enti pubblici, ma ciò mi riconferma nel rifiuto che provo verso questo Stato burocratico.

Vengo al motivo che giustifica questa premessa. La Regione ci ha concesso un mutuo di due milioni ottocentomila euro per l’esecuzione di una struttura “esperimento pilota” a favore degli anziani in perdita di autonomia, ma per darteli realmente e per assicurarsi che tu li spenda come pattuito, ti costringe ad una fideiussione del costo di cinquanta-sessantamila euro, oltre una marea di carte di tutti i tipi.

Quando l’altra sera al consiglio di amministrazione della Fondazione sono venuto a conoscere questi discorsi, m’è venuta in mente una massima dell’antica Roma: “Timeo danaos et dona ferentes”, temo i greci anche quando mi portano un dono!, tanto erano astuti e interessati. Questa volta vedo nei greci la Regione, però di tutti gli enti pubblici si può dire la stessa cosa.

Confesso con amarezza che lo Stato e i suoi derivati sono per me dei “nemici”.

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