Il Patriarca Luciani

Rai tre in questo ultimo tempo ha offerto degli ottimi servizi sugli avvenimenti principali della seconda metà del secolo scorso. Ho seguito con interesse quei documentari perché gli avvenimenti descritti li ho vissuti in prima persona anche se dal “loggione”, o guardando per il buco della chiave.

Queste ricostruzioni storiche mi hanno offerto dei tasselli interessanti, che io non avevo colto perché offerti dalla stampa che quasi sempre legge gli avvenimenti da un punto di vista interessato. Ad esempio io non avevo colto fino in fondo il fatto che la IOR, banca vaticana, ha venduto a Calvi, tramite la mediazione di Sindona, su ordine di Marcinkus, la Banca Cattolica, quel gioiello di famiglia dei cattolici veneti che essi avevano costruito con tanti sacrifici.

Aldo Nicolussi, il mio vincenziano direttore di suddetta Banca, non lasciava passare occasione per condannare i vescovi del Veneto per aver ceduto anche “quella perla di gran valore!”. Ora però, che ho capito come il nostro Patriarca Luciani ha dovuto amaramente subire “l’esproprio” di questo ente da parte del Vaticano, ancora una volta mi sento portato a rivendicare l’autonomia di scelte e di giudizio da parte delle Chiese locali, che non dovranno ridursi a pedine in mano di poteri occulti che tramano da lontano. Credo che anche a questo livello il concetto di corresponsabilità dei fedeli col loro vescovo e di apporto critico, vada ripensato, ma soprattutto valorizzato.

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