Le badanti

Quando io ero bambino, nel mio paese di campagna c’erano ancora famiglie di contadini composte da trenta, quaranta persone. I vecchi morivano in casa, serviti e riveriti da figli, nipoti e nuore, Non vivevano in Paradiso neppure i vecchi di sessanta, settanta anni fa, perché la povertà rendeva difficile la vita, ma non si sentivano certamente soli e abbandonati.

Ora ai vecchi sono riservate due soluzioni: la casa di riposo, oppure la badante. Questa è la sorte di quasi tutti, al di fuori dei pochi privilegiati dei Centri don Vecchi.

Le case di riposo sono assai costose e perciò guardate con estrema preoccupazione, ma anche quando qualcuno riesce ad entrarci, la vita è anonima e in mano a mercenari. La badante è, tutto sommato, una soluzione migliore, quando l’anziano è fortunato e gli capita una donna di cuore.

Talvolta, facendo il funerale di questi derelitti, vedo che la badante è la più addolorata, o perché si era affezionata al vecchio vivendo assieme da mattina a sera, o perché, purtroppo, perde il lavoro.

Di frequente i nostri vecchi non sono troppo buoni con queste creature che tentano di sfuggire alla miseria dei loro Paesi; le ritengono a torto la causa dell’allontanamento dei figli. Ultimamente però mi sono imbattuto in alcuni casi nei quali l’anziana assistita ha fatto testamento a favore della badante. Questa soluzione, se annunciata per tempo, potrebbe rendere meno amara la condizione dei nostri vecchi.

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