Il prete della Provvidenza

Per molti mesi ho sofferto perché la gran parte dei miei residenti al “don Vecchi” di Campalto perdevano messa. La “prigione dorata” a causa di via Orlanda, la strada tragica senza ciclabile per pedoni e biciclette, costringeva i settanta residenti a rimanere nella loro “isola felice” ma non collegata con il mondo civile.

Arrivò don Valentino, un prete ottantenne che trovava finalmente una “parrocchietta” su sua esatta misura. Ma il cuore lo costrinse ad una struttura più assistita. Quindi siamo tornati da capo.

L’altro ieri però mi si presentò un nuovo inviato della Provvidenza che talvolta pare che “dorma”, ma che invece è sempre desta e provvida. «Sono padre Marcello, canossiano di origine e parroco, in pensione. Mi piacerebbe continuare a fare il prete!»

E’ stato di certo il Signore a mandarmelo. Gli appronteremo un alloggio non appena possibile e lui diverrà la presenza fisica di Dio nella piccola comunità del “don vecchi” di Campalto.

Mi capita troppo di frequente di caricare sulle mie ormai fragili spalle pesi insopportabili ed angosciosi e poi arriva il Signore che, bel bello, mi dice: «Uomo di poca fede!»

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