I frutti della semina

E’ faticoso dissodare la terra, specie quando è arida, ma con la costanza, la convinzione ch’essa ha in sé i semi che possono sbocciare, e soprattutto con la fatica, prima o poi si raccolgono i frutti.

Tante volte ho confidato ai miei amici che per me la rivoluzione che rinnova il mondo e la stessa Chiesa è la rivoluzione che si rifà alla dottrina della solidarietà. Per raggiungere questo obiettivo ho speso il meglio del mio tempo e delle mie risorse e non me ne pento.

Pian piano anche a Mestre, la nostra città senza radici e con nessuna o poca tradizione, mi pare si possano cogliere dei germogli che stanno sbocciando rigogliosi, nati da semi sparsi con tanta fatica.

Tante volte m’ero lagnato perché, a differenza di altre città, facevo fatica a cogliere nella nostra dei cittadini, con risorse economiche più o meno consistenti, cittadini benestanti che si facessero avanti con gesti generosi per permettere la nascita di strutture che dessero risposte ai bisogni della gente in difficoltà.

La gente umile e senza mezzi non ha mai fatto mancare una pioggerella di offerte minute con le quali si sono fatti autentici miracoli. Basti pensare che in questi ultimi anni, con l'”offerta della vedova” sono stati costruiti a Mestre ben 315 appartamenti in strutture appositamente pensate per la terza età. Però sembrava che la classe benestante, arricchita da poco tempo, rimanesse indifferente e solo preoccupata di custodire gelosamente quanto aveva accumulato. Oggi invece posso affermare, con soddisfazione, che la semina fiduciosa sta dando frutti ed anche frutti generosi ed abbondanti, anche da parte di chi ha possibilità più o meno rilevanti.

In quest’ultimo mese un signore m’ha portato una quarantina di milioni di vecchie lire, motivando la sua offerta col riferirmi una usanza tedesca. Mi diceva questo signore che l’abito con il quale i tedeschi seppelliscono i loro morti è, per tradizione, senza tasche. Evidentemente perché né tedeschi, né cittadini di qualsiasi altra nazione possono portare con sé nulla di quanto posseggono.

Io spero che a questo motivo aggiungano quello indicato da Gesù: “gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”. Chissà che per il primo o il secondo motivo la gente sia sempre più generosa verso i fratelli in difficoltà!

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