La dottrina di Madre Teresa di Calcutta

Proprio in questi giorni ho terminato di leggere il volume che il settimanale “Famiglia cristiana” ha recentemente pubblicato su Madre Teresa di Calcutta, fondatrice di una delle ultime congregazioni che sono nate nella Chiesa di oggi. Questo volume non si può definire “biografia”, perché di essa traspare solamente un po’ dal testo e un po’ dalle note di chi ne ha curato l’edizione. Credo che il volume si possa considerare il testo col quale questa piccola grande donna di Dio espone il suo pensiero e la sua dottrina.

Mi ero illuso di trovarvi dentro quei “pezzi di pregio” che vengono riportati un po’ ovunque nella stampa di carattere religioso, ma neppure questo vi si trova nel corposo volume. Il discorso che Madre Teresa fa, sembra la raccolta di ammonizioni che lei fa alle sue discepole per passar loro i punti fondamentali della sua scelta spirituale.

Madre Teresa ritorna, quasi in maniera ossessiva, su alcuni punti che devono caratterizzare la sua congregazione: vivere in maniera assolutamente povera, porsi al servizio dei poveri più poveri, fidarsi in maniera totale dell’aiuto di Dio e non chiedere aiuti da nessuno, amare e servire Gesù nei più poveri ed abbandonati, far capire che scegliere di aiutare i poveri è un dono ed una grazia, scegliere i loro assistiti tra gli ultimi nella scala della povertà ed abitare edifici semplici e modesti.

Ebbene, pur con questa “dottrina”, che sembra assolutamente ardua o forse impossibile, Madre Teresa ha reclutato in questo momento difficilissimo per le vocazioni religiose, un vero esercito di discepole e di aderenti e ha fondato case in tutti i Paesi del mondo, sia in quelli più poveri, come in quelli più ricchi, case aperte per gli uomini dell’ultimo livello umano e sociale. Con questa dottrina a Madre Teresa si sono aperte tutte le porte di nazioni di cultura cristiana, mussulmana o totalmente laica.

Il volume, confesso, mi ha messo in crisi, ma credo che metterebbe in crisi il Vaticano, i vescovi e le canoniche con i relativi occupanti.

Sono convinto che il messaggio di Cristo oggi possa farsi accettare dagli uomini del nostro tempo solamente quando si manifesta con scelte radicali e contro corrente e sia testimoniato con questa assoluta coerenza.

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