Il primo approccio

Il mio primo approccio col nuovo Patriarca è stato un po’ particolare, tanto che sto aspettando con curiosità di vedere che conseguenze potrà avere. La premessa di questo approccio è stata la seguente: una ventina di anni fa il Patriarca di allora, che penso sia stato il cardinal Luciani, il futuro Papa che guidò la Chiesa per appena un mese, probabilmente essendosi accorto delle iniziative che avevo posto in atto in parrocchia a favore degli anziani (il Ritrovo, quella specie di club per gli anziani, antesignano di quelli che sarebbero sorti ovunque negli anni successivi; il mensile “L’anziano”; la villa asolana per le vacanze dei membri della terza età; la rubrica radiofonica “Nonna radio” a Radiocarpini, e i primi esperimenti residenziali: Ca’ Teresa, Ca’ Dolores, Ca’ Elisa, Ca’ Elisabetta) mi chiese di occuparmi della pastorale degli anziani, istituendo un “ufficio” solamente nominativo.

Io presi sul serio il compito. Ricordo una assemblea cittadina nella chiesa del Sacro Cuore, quando riempimmo la chiesa di capelli grigi e bianchi, ed un’altra in San Marco, pure con grande successo.

Sotto lo stimolo del mia staff di collaboratori, nacquero pure parecchi gruppi di anziani, soprattutto a Mestre. Mi accorsi però abbastanza presto che la curia mi aveva lasciato solo e i parroci, senza lo stimolo del “governo”, non amavano troppo caricarsi di nuovi impegni, specie quei preti che di impegni ne hanno ben pochi.

Rassegnai le dimissioni. Dapprima insistettero un poco, poi mi dissero che suggerissi un successore, poi molto probabilmente si dimenticarono del tutto la cosa.

Nell’organigramma, molto consistente, pubblicato nell’annuario della chiesa veneziana, per dimenticanza o perché non sembrava bello lasciare una casella vuota, mantennero il mio nome. Fatto sta che all’indomani dell’ingresso del nuovo Patriarca, essendo stata convocata una riunione di tutti i responsabili delle varie attività pastorali per informare il nuovo vescovo, arrivò anche a me l’invito a partecipare in qualità di direttore dell’ufficio per la pastorale degli anziani.

Mi parve scortese non presentarmi al nuovo Patriarca, allora pensai di scrivergli per informarlo di come era andata la cosa e che da quindici anni non occupavo più quell’incarico. Spero che la lettera di scusa per non partecipare all’incontro mi abbia evitato il pericolo di mostrarmi scortese nei suoi riguardi, ma anche possa il nuovo Vescovo accorgersi di che polli sia composto il suo pollaio!

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