Il coraggio delle margheritine

Io sono particolarmente amante dell’armonia e della bellezza in qualsiasi modo esse si esprimano. Vivendo ora ai margini della città e in un luogo ove la cementificazione non ha ancora soffocato la natura, mi diletto da un lato ad abbellire con piante e fiori il parco del “don Vecchi”, e dall’altro, mi piace quanto mai seguire l’avvicendarsi della fioritura delle piante, lasciandomi andare ad una contemplazione che fa godere non solo i miei occhi, ma anche lo spirito.

Fino a qualche settimana fa ho goduto di un’autentica esplosione di colori e delle forme diverse dei crisantemi che ci hanno allietato, a cominciare da agosto, arrivando al loro maggior fulgore a novembre, reggendo persino al gelo di dicembre.

Ora osservo con attenzione e curiosità come le pansé reggano bene al freddo e, pur tutte raggomitolate in se stesse, stiano preparandosi a vestire i loro colori sgargianti, nella ormai sognata ed attesa primavera.

Assieme alle pansé, che si difendono faticosamente dal freddo, godo ogni giorno di un “filare” dei miei amatissimi fiorellini bianchi che, invece, donano il meglio di sè stessi in questi mesi invernali. Al “don Vecchi” questi fiorellini, che stanno al bordo del prato verde, sembrano uno splendido collier al collo di qualche bella signora, qual’è la natura. Più i piccoli candidi fiori emergono dal fogliame verde intenso delle loro piante, più ho l’impressione che il buon Dio voglia rispondere alla mia sete di bellezza, anche quando la terra è brulla, quasi impaurita dal gelo invernale.

In questi giorni però ho scoperto che il prato che è riparato dai venti gelidi del nord e s’affaccia al sole, è ormai trapunto da una serie di piccole margherite bianche; mi sembrano tanto temerarie nel voler fiorire così presto, quasi avvertano impazienti da molto lontano il respiro tiepido della primavera. Il coraggio delle margheritine di sfidare l’inverno, mi aiuta ad avere fiducia nel bene, o tentare quello che l’esperienza riterrebbe pericoloso o inutile.

Scorgendo questo piccolo miracolo, mi pare che noi non siamo meno fortunati dei re magi guidati dalla stella a scoprire il Figlio di Dio. Se spendessimo qualche momento in più ad osservare la natura che ci circonda, avremmo anche noi dei segni portentosi che ci guiderebbero con autorevolezza all’incontro con la salvezza dalla paura e dal vuoto.

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