Voglio ricordare le cose come le ho lasciate

Tra la posta ho trovato, con lieta sorpresa, una cartolina proveniente dalla Malga dei Faggi di Gosaldo, la casa di montagna della mia vecchia parrocchia.

Rita, la proverbiale “governante”, che con l’uscita dal servizio attivo in canonica, come l’Araba Fenice è risorta dalle ceneri a vita nuova.

Nonostante la sua veneranda età si è trovata un nuovo servizio nella parrocchia di S. Nicolò dei Mendicoli a Venezia e fa, non solo la spola tra il don Vecchi e la nuova canonica del giovane parroco don Paolo, ma accompagna i ragazzi in montagna e vive e partecipa alla loro avventura estiva.

La cartolina, che ho fatto stampare più di 20 anni fa, riporta un gruppo di ragazzini che gioca sotto la croce che abbiamo piantato sul prato per ricordare Paolo Vesnaver, lo scout morto tragicamente tantissimi anni fa e che in quei prati aveva vissuto giorni spensierati e felici.

Quanti ricordi, quanta nostalgia ha suscitato nel mio animo questa cartolina un po’ ingiallita, testimone di tempi andati!

Tutti mi dicono che la casa in montagna della parrocchia è tenuta bene, continua la sua funzione di offrire ricordi felici alle nuove generazioni di bambini, la cosa mi fa tanto felice perché mi testimonia che non ho faticato invano. Non altrettanto qualcuno mi riferisce di Villa Flangini, la casa asolana per gli anziani.

Io voglio ricordare strutture, persone ed atmosfere belle ed efficienti come le ho lasciate, il resto non mi appartiene e non ne sono più responsabile.

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