Il guardiano del nulla

Qualche tempo fa ho citato, non mi ricordo proprio in relazione a quale motivo, una storiella sulla vita militare, un racconto nato probabilmente da qualcuno che è critico della vita militare e del nostro esercito.

Eccovi la storiella. In una caserma in cui abbonda sempre il personale ed è quindi difficile trovare un’occupazione per aiutare i soldati di carriera a non annoiarsi troppo a causa dell’ozio, avendo il comandante fatto riverniciare una sedia, ordinò che un piantone vigilasse perché qualcuno, sedendosi, non rovinasse la pittura e, peggio ancora, non si rovinasse i pantaloni.

In un ambiente in cui spesso non è richiesta l’intelligenza, ma l’obbedienza, capitò che il maresciallo stabilisse che fosse mantenuta questa vigilanza anche il giorno dopo, cosicché la cosa continuò finché qualcuno di più intelligente e più libero non si chiese il perché di questa “guardia alla sedia”. E infine scoprì finalmente l’arcano.

Pensavo ad una delle tante storielle che circolano a buon mercato nei riguardi dei carabinieri o dell’esercito, ma ho scoperto che neanche al Comune le cose vanno diversamente.

Eccovi il fatto che ognuno può verificare. Nel parcheggio scambiatore sito in via Santa Maria dei Battuti, due o tre anni fa il Comune fece costruire due capanne di tela ove erano messe a disposizione delle biciclette per gli autisti che vi parcheggiavano la macchina per raggiungere il centro. Com’era prevedibile qualche malintenzionato ha rovinato quella custodia risparmiando solamente il tetto. Da un anno all’interno non ci sono più biciclette, ma solamente erbacce. E’ rimasto solamente il “custode” che dal mattino fino all’ora di pranzo, in un bugigattolo prefabbricato, custodisce “il nulla”. Passa il tempo leggiucchiando vecchi giornali e dormicchiando.

Immagino che un tempo a questo signore i servizi sociali del Comune abbiano affidato questo compito per potergli elargire una “paghetta” ed ora continuino, pur essendo venuto a mancare il motivo per cui lo si pagava.

Purtroppo il Comune non è tanto meglio dell’esercito, deve faticare per tener occupati i suoi quattromilaseicento dipendenti. Finché il denaro pubblico va sprecato per le casette degli zingari e per i tanti “operatori del nulla”, oppure impegnati a rendere difficile la vita ai propri cittadini, sarà sempre più difficile che essi paghino volentieri le tasse.

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