Fidiamoci di Dio!

Il modo di predicare di una volta era molto diverso da quello di oggi. Forse un tempo dovevano rifugiarsi in un modo aulico di parlare in chiesa perché la mancanza del microfono costringeva il prete ad un tono di voce molto alto. Ricordo il cardinale Luciani, che aveva una voce flebile e diceva che ad Agordo, ove fu cappellano, era costretto a rifugiarsi nei racconti per tener desta l’attenzione dei fedeli.

Forse per questo un tempo le prediche erano infarcite di aneddoti, fatti della storia e racconti vari. Credo che non avessero tutti i torti i nostri vecchi parroci perché dei sermoni del passato ricordo quasi esclusivamente qualche fatto raccontato per dimostrare certe verità cristiane.

Ricordo che un tempo il mio parroco di campagna, per dimostrare che dobbiamo volerci bene, non rimandare al domani la conversione, che la vita passa veloce e che quello che conta non sono le ricchezze ma una vita virtuosa, ci raccontò della regina Elisabetta d’Inghilterra (non quella attuale, ma una sua ava), ambiziosa ed amante del potere, che aveva fatto un patto col diavolo: lui le assicurava 40 anni di regno e lei gli vendeva la sua anima. Quarant’anni sono tanti, insisteva il parroco, però pian piano passavano, la bellezza di Elisabetta sfioriva e il governare diventava sempre più difficile. Man mano che passava il tempo, aumentava l’angoscia e il terrore per l’antico patto. Non ricordo la sua fine, penso però che il parroco assicurò che essa sia stata tragica e che il suo primo ministro, avendo fatto la ricognizione della salma, avesse esclamato: così si riducono le illusioni e le ambizioni di chi volta le spalle a Dio ed accetta le lusinghe di Lucifero!”.

Questo modo di predicare non sarà moderno, ma a me continua a far pensare.

L’altro giorno, nel libretto in cui faccio meditazione al mattino, si scriveva che una signora molto agiata, ma colpita da un tumore, ha confidato ai suoi vicini che avrebbe volentieri offerto tutti i suoi averi, ai quali era molto attaccata, in cambio di dieci anni di vita, per poter vedere crescere il suo figliolo. Molto meglio della regina Elisabetta d’Inghilterra!

Comunque credo che sia meglio ancora fidarsi della paternità di Dio, vivere con gioia ed intensità la sorte che il Signore ci ha riservato ed abbandonarsi fiduciosamente alla sua volontà. Il mestiere di Dio è difficile, ma da quanto possiamo verificare anche noi, il Signore lo sa fare molto bene. E perciò credo che sia saggio accettare quello che Egli ci offre, senza tentare di barattare o di premere perché Egli scenda a compromessi con la sua sapienza per accontentare la nostra ignoranza.

Una risposta a “Fidiamoci di Dio!”

  1. Pasta ho letto alcune sue meditazioni e le trovo davvero speciali, sopratutto indicative ed autentiche. Mi piacerebbe iniziare una corrispondenza, anche via e mail e magari a DIO piacendo un giorno incontrandoci. Credo fortemente che il vivere da cristiani comporti dei sacrifici ma sopratutto a delle rinunce mondane, ma la gioia di Cristo ricolma tutto e tutti. Grazie.

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